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La carta di circolazione digitale è sempre più vicina

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La Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo ha dato oggi il via libera all’introduzione dei documenti di immatricolazione digitali e alla condivisione obbligatoria dei dati tra gli Stati membri. Le nuove regole puntano a ridurre la burocrazia, aumentare la trasparenza del mercato e contrastare le frodi in modo più efficace.

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Le modifiche proposte rientrano in una riforma più ampia delle norme sull’omologazione dei veicoli per la circolazione su strada. Un elemento centrale è la digitalizzazione dei documenti e l’ampliamento dei dati a disposizione degli organi di controllo e delle autorità pubbliche in tutta l’Unione europea.

Certificato di immatricolazione digitale come standard

Secondo gli eurodeputati, il certificato di immatricolazione digitale dovrebbe diventare la forma predefinita del documento entro tre anni dall’entrata in vigore delle nuove regole. Resterà comunque disponibile anche la versione cartacea.

La scelta mira a garantire l’accessibilità anche a chi ha competenze digitali limitate o non dispone degli strumenti adeguati. Inoltre, gli eurodeputati propongono l’introduzione di codici QR per accedere rapidamente alle principali informazioni sul veicolo.

Più dati, meno abusi

Le nuove disposizioni prevedono un ampliamento del perimetro dei dati raccolti nei registri. Saranno registrati in formato elettronico, tra le altre cose, la marca del veicolo, il suo peso, i dati del proprietario, gli esiti delle revisioni e i motivi della radiazione.

L’obiettivo è semplificare il lavoro dei centri di revisione e degli enti responsabili della reimmatricolazione.

Allo stesso tempo, per prevenire abusi, gli Stati membri saranno tenuti a rendere i propri registri dei veicoli accessibili gli uni agli altri. In pratica, ciò significa scambiare informazioni su:

  • immatricolazione del veicolo,
  • chilometraggio,
  • risultati delle revisioni tecniche e dei controlli su strada.

Gli eurodeputati hanno inoltre esteso l’ambito includendo dati provenienti da sistemi di monitoraggio da remoto e informazioni su manomissioni nei veicoli pesanti, laddove tali dati siano disponibili.

Mercato dell’usato sotto osservazione più stretta

Uno degli obiettivi principali della riforma è ridurre le pratiche scorrette nel mercato dei veicoli usati. Le nuove regole dovrebbero aiutare a contrastare:

  • le frodi sul contachilometri,
  • il commercio illegale di veicoli rubati,
  • l’occultamento delle reali condizioni tecniche dei veicoli.

Grazie a una condivisione dei dati più ampia tra i Paesi dell’Unione europea, le autorità di controllo avranno strumenti più efficaci per individuare irregolarità.

Il prossimo passaggio dell’iter legislativo

La Commissione Trasporti e Turismo ha adottato la propria posizione con un’ampia maggioranza e ha anche sostenuto l’avvio dei negoziati con gli Stati membri sulla versione finale delle regole.

La decisione deve ancora essere approvata dal Parlamento europeo in plenaria. Il voto è previsto per la fine di aprile e aprirà la strada alle successive fasi del lavoro legislativo.

Un tassello di una riforma più ampia dei trasporti

Le proposte fanno parte di un pacchetto sulle revisioni tecniche dei veicoli presentato dalla Commissione europea in 2025. L’obiettivo è migliorare la sicurezza stradale, sostenere la mobilità sostenibile e facilitare la libera circolazione di persone e merci all’interno dell’Unione europea.

Già dal prossimo mese, la Commissione Trasporti intende affrontare un altro capitolo del pacchetto, relativo agli aggiornamenti delle regole sui controlli su strada e sulle sicurezza tecniche dei veicoli.

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