eFTI (Electronic Freight Transport Information) è uno standard europeo comune che consente a vettori, spedizionieri e autorità di controllo di scambiarsi elettronicamente le informazioni sui carichi. In pratica, ciò significa che le lettere di vettura CMR cartacee, i certificati fitosanitari e veterinari e altri documenti presentati durante i controlli su strada non saranno più necessari.
Per le aziende che effettuano trasporti all’interno dell’Unione europea, si aprirà la possibilità di abbandonare del tutto la documentazione cartacea e sostituirla con versioni digitali. Vettori e spedizionieri potranno integrare i propri sistemi di gestione degli ordini con piattaforme dati eFTI certificate e le autorità di controllo – una volta ottenuto il numero di immatricolazione del camion – avranno accesso alle informazioni necessarie in tempo reale.
Stampare i documenti diventerà superfluo. Questo rappresenterà un ulteriore impulso per le aziende di trasporto e logistica a digitalizzare l’intera catena operativa – dall’accettazione dell’ordine fino alla consegna della merce.
Vale però la pena ricordare che, nei trasporti che coinvolgono Paesi terzi, i documenti cartacei resteranno in uso ancora per qualche tempo. Il passaggio completo al digitale riguarderà quindi principalmente i trasporti all’interno dell’UE o le operazioni che non coinvolgono veicoli provenienti da fuori della Comunità.
Ancora una volta: eFTI ed eCMR
È opportuno chiarire un aspetto: il regolamento eFTI non introduce nuovi obblighi in materia di trasmissione dei dati. Le aziende continueranno a fornire gli stessi insiemi di informazioni utilizzati nel settore da oltre 70 anni. Nel trasporto su strada, il documento principale rimane la lettera di vettura CMR, che accompagna ogni carico.
Sebbene molti Paesi abbiano ratificato la convenzione eCMR – tra cui, ad esempio, Lituania, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Bielorussia, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Romania, Slovenia, Russia, Ucraina, Bulgaria, Danimarca, Estonia e Lettonia – nella pratica la situazione è spesso diversa.
In teoria, i controlli in questi Paesi dovrebbero accettare i documenti CMR elettronici. In realtà, però, non sempre accade.
Attualmente, solo circa il 10% dei vettori europei sceglie di operare esclusivamente con eCMR. La maggior parte utilizza un modello ibrido: il documento viene generato in formato digitale, ma la sua versione cartacea viaggia ancora con l’autista in cabina.
Il motivo è semplice: incertezza istituzionale. Non tutti gli ispettori o gli agenti di frontiera dispongono degli strumenti per verificare realmente i documenti in formato digitale. Ecco perché, attraversando Paesi come Lettonia, Polonia o Germania, all’autista può ancora essere chiesto di presentare la tradizionale CMR cartacea.
Per questo motivo, molte aziende stanno per ora rimandando gli investimenti in moduli eCMR completamente automatizzati – sapendo che, nella pratica, la documentazione cartacea deve comunque essere mantenuta.
Questa situazione, però, non durerà a lungo. Quando il regolamento eFTI entrerà pienamente in vigore, le autorità di controllo in tutta l’UE saranno tenute ad accettare le versioni digitali dei documenti. Una volta che le imprese avranno la certezza che i documenti elettronici saranno accettati senza eccezioni, inizierà una vera trasformazione.
Dietro la digitalizzazione ci sono anche solide ragioni economiche. Secondo le stime del settore, la gestione di un documento in formato digitale consente di risparmiare circa 10 EUR. Questa cifra include i costi di stampa, la riduzione del fabbisogno di lavoro amministrativo e la gestione automatizzata dei dati.
Un’azienda media di spedizioni o di trasporto genera diverse migliaia di CMR all’anno. Se sono 1.000, i risparmi possono arrivare a circa 10.000 EUR annui. Si tratta di risorse reali che possono essere destinate a ulteriore digitalizzazione, all’implementazione di soluzioni di IA o al miglioramento della qualità del servizio.
Digitalizzare le lettere di vettura è solo l’inizio
Sebbene le lettere di vettura elettroniche permettano di fare a meno delle CMR cartacee, alcuni documenti logistici continuano a funzionare esclusivamente in forma analogica. Uno degli ambiti più problematici riguarda i permessi bilaterali per i camion. Tali permessi esistono ancora solo in originale e vengono inviati fisicamente per posta, senza un’alternativa digitale.
Questo comporta un processo lento e difficile da controllare: i documenti subiscono ritardi, si perdono e, con una supervisione limitata, possono essere utilizzati più volte di quanto consentano i limiti applicabili. Per i vettori, ciò significa maggiore burocrazia, un rischio operativo più elevato e perdite concrete – ad esempio quando un camion deve restare fermo perché manca un documento.
L’Europa, tuttavia, si sta muovendo sempre più nella direzione opposta. La Turchia, insieme ai Paesi confinanti, ha già implementato un sistema per lo scambio di permessi digitali e, dal 1° gennaio 2026, tutti i permessi multilaterali ETMK (eCMT) opereranno in formato digitale.
Questo cambia il modello operativo esistente. I permessi arrivano alle aziende in tempo reale, le autorità di controllo accedono alla cronologia completa del loro utilizzo e i vettori evitano situazioni in cui un viaggio viene bloccato alla frontiera a causa della mancanza di un documento cartaceo.
L’Estonia indica la direzione della digitalizzazione
L’Estonia è uno degli esempi più avanzati di come la digitalizzazione del settore dei trasporti possa essere efficacemente supportata a livello nazionale. Il governo ha già stanziato diversi milioni di euro per implementare soluzioni eCMR ed eFTI.
Nell’ambito del programma di supporto, ogni azienda di trasporto o logistica può ricevere fino a 15.000 EUR di finanziamento. Il contributo copre fino al 90% dei costi del progetto – dall’acquisto di un modulo eCMR, alla sua integrazione con i sistemi di gestione degli ordini di trasporto, fino alla formazione del personale.
Per le piccole e medie imprese, ciò significa poter implementare una soluzione digitale completa senza dover effettuare investimenti significativi con fondi propri.
L’esperienza dell’Estonia dimostra che sovvenzioni relativamente contenute – nell’ordine di migliaia di euro – possono abbattere rapidamente barriere tecnologiche consolidate e accelerare concretamente l’implementazione di soluzioni digitali nelle attività quotidiane delle aziende di trasporto e logistica.









