Il gruppo di navigazione danese A.P. Moller – Maersk ha chiuso il 2025 nella fascia alta della propria guidance finanziaria, ma i risultati indicano un chiaro spostamento di dove, oggi, viene generato valore all’interno del gruppo. Mentre i terminal hanno registrato utili record, la redditività del trasporto marittimo è peggiorata nettamente verso la fine dell’anno, evidenziando il divario crescente tra performance operative e rendimenti finanziari in un mercato dei container normalizzato e sempre più volatile.
Maersk ha riportato ricavi annui pari a 54,0 miliardi di USD, in calo rispetto ai 55,5 miliardi di USD del 2024, mentre l’EBIT è sceso a 3,5 miliardi di USD dai 6,5 miliardi di USD dell’anno precedente. Nonostante questo calo, il gruppo ha sottolineato resilienza, disciplina operativa e un’elevata utilizzazione degli asset. Una lettura più attenta dei dati mostra che questa resilienza si è basata sempre più su terminal e infrastrutture inland, mentre la pressione sui noli ha continuato a erodere i margini in mare.
| Segmento di business | Variazione ricavi 2025 | Variazione volumi 2025 | Margine / risultato EBIT (2025) | Nota chiave |
|---|---|---|---|---|
| Ocean | n/a | +4,9% | EBIT Q4: –153 milioni USD | Elevata affidabilità, margini sotto pressione |
| Terminal | +20% | +8,4% (Q4) | ~30% di margine EBIT | Utili record, pilastro dei profitti |
| Logistica & servizi | n/a | n/a | Margine EBIT ~4,9% (Q4) | 7° trimestre consecutivo di miglioramento |
Fonte: risultati annuali e panoramica aziendale A.P. Moller – Maersk, 2025.
Terminal e infrastrutture inland al centro della scena
Il business dei terminal di Maersk ha registrato nel 2025 la migliore performance finanziaria di sempre, affermandosi come principale pilastro dei profitti del gruppo. I ricavi del segmento sono aumentati del 20% su base annua, raggiungendo 5,3 miliardi di USD, trainati da volumi di container record, un miglioramento dei prezzi e maggiori introiti da stoccaggio.
Nel solo quarto trimestre, i volumi dei terminal sono aumentati dell’8,4%, con l’Europa che ha avuto un ruolo di primo piano. È stata riportata una crescita dei volumi di circa il 9% nei terminal europei, sostenuta dall’attività a Vado in Italia e ad Aarhus in Danimarca, nonché dal lancio ufficiale del terminal Rijeka Gateway in Croazia. La divisione ha conseguito un rendimento del capitale investito del 16,1%, ben al di sopra dell’obiettivo di lungo periodo del 9%.
Anche tenendo conto delle svalutazioni in Europa e di una rettifica di valore in Asia, i margini EBIT nel segmento terminal sono rimasti poco sopra il 30%. I dati evidenziano come l’infrastruttura portuale e la connettività inland stiano diventando centrali nella creazione di valore nelle catene di fornitura globali. A differenza del trasporto oceanico, i terminal beneficiano di flussi stabili, domanda di stoccaggio e ricavi legati alla congestione, risultando quindi meno esposti alla volatilità dei noli. Per l’Europa, dove la capacità portuale e i collegamenti con l’hinterland rappresentano vincoli ricorrenti, i risultati rafforzano il crescente peso economico dei terminal all’interno dei gruppi logistici integrati.
L’affidabilità oceanica non garantisce più la redditività
Il contrasto con il business oceanico di Maersk è netto. Nel 2025 i volumi di container del segmento sono cresciuti del 4,9%, sostanzialmente in linea con il mercato globale, mentre il completamento della piena implementazione della Gemini Cooperation a giugno ha contribuito ad aumentare l’affidabilità delle schedule a oltre il 90% in media, fissando un nuovo benchmark di performance operativa.
Dal punto di vista finanziario, tuttavia, il segmento è finito sotto forte pressione a causa del calo dei noli in un mercato in eccesso di offerta. Questa tensione è diventata particolarmente evidente nell’ultimo trimestre dell’anno, quando l’EBIT oceanico è scivolato in territorio negativo a –153 milioni di USD. A confronto, nel trimestre precedente si era registrato un utile di 567 milioni di USD e nello stesso periodo dell’anno prima di 1,6 miliardi di USD.
I risultati illustrano un cambiamento strutturale nel trasporto container. Elevata affidabilità ed efficienza di rete sono diventate aspettative di base per i clienti, mentre l’eccesso di capacità limita la possibilità dei vettori di trasformare la qualità del servizio in margini sostenibili. Per gli spedizionieri e i caricatori europei, questo aiuta a spiegare perché i livelli di servizio possano migliorare anche mentre la performance finanziaria dei vettori si indebolisce.

Confronto indicativo dei segnali di redditività tra i segmenti di business di Maersk nel 2025. Fonte: risultati annuali e panoramica aziendale A.P. Moller – Maersk, 2025.
Logistica & servizi migliora, ma resta un lavoro in corso
Il segmento Logistica & servizi di Maersk ha proseguito il suo miglioramento graduale nel 2025, con ricavi che hanno raggiunto 15,1 miliardi di USD e una redditività in miglioramento su base annua per il settimo trimestre consecutivo entro la fine dell’anno. Nel quarto trimestre, l’EBIT si è attestato a 194 milioni di USD, sostenuto principalmente dalle attività di magazzinaggio e di e-fulfilment.
Nonostante questi progressi, Maersk ha riconosciuto che il segmento non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale. Per affrontare la situazione, il gruppo ha annunciato una riorganizzazione del proprio portafoglio logistico in tre sotto-segmenti: Landside, Forwarding e Solutions. Le attività Landside saranno gestite localmente a livello di Paese, mentre Forwarding e Solutions opereranno come organizzazioni di prodotto globali.
La ristrutturazione riflette la spinta verso una responsabilità più chiara e un allineamento più stretto alle prassi di settore, mentre Maersk continua ad espandersi oltre il trasporto oceanico verso servizi logistici integrati.
La pressione sui costi torna in primo piano
Accanto ai miglioramenti operativi, Maersk ha segnalato un rinnovato focus sulla disciplina dei costi. Il gruppo ha annunciato piani per ridurre gli overhead aziendali annuali di 180 milioni di USD, prevedendo la chiusura di circa 1.000 posizioni, pari a circa il 15% della forza lavoro corporate tra sede centrale, regioni e Paesi.
La decisione sottolinea il tono prudente che sostiene i risultati. Mentre i terminal hanno registrato utili record, margini di trasporto marittimo più deboli e un contesto di mercato incerto hanno spinto l’azienda a dare priorità a miglioramenti della produttività e alla semplificazione organizzativa.
Geopolitica e aumento dei costi del carbonio in Europa
Le perturbazioni geopolitiche sono rimaste un tratto distintivo del 2025. I rischi per la sicurezza persistenti nel Mar Rosso hanno costretto Maersk a mantenere il reindirizzamento delle navi attorno al Capo di Buona Speranza, aumentando le distanze di navigazione, il consumo di carburante e le emissioni complessive di gas serra.
Per l’Europa, l’impatto dei costi della decarbonizzazione è diventato più tangibile. Le spese di Maersk legate al sistema ETS (EU Emissions Trading System) sono quasi raddoppiate su base annua, passando da 161 milioni di USD nel 2024 a 316 milioni di USD nel 2025. Nonostante rotte più lunghe, il gruppo ha migliorato l’efficienza energetica oceanica fino a un nuovo minimo record di 10,8 gCO₂ per tonnellata-miglio nautico, riflettendo i progressi derivanti dal design di rete e da misure operative.
Prospettive volatili per il 2026
Guardando al futuro, Maersk prevede che la domanda globale di container cresca del 2–4% nel 2026, con il gruppo che si espanderà sostanzialmente in linea con il mercato. La guidance si basa sull’ipotesi di una graduale riapertura del Mar Rosso nel corso dell’anno, insieme al perdurare dell’eccesso di capacità del settore.








