Maersk

Maersk rivede al rialzo le stime: nel 2026 l’utile operativo potrà raggiungere i 4 miliardi di dollari

Puoi leggere questo articolo in 5 minuti

A.P. Moller-Maersk ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per il 2026, archiviando lo scenario che fino a pochi mesi fa contemplava anche una perdita operativa fino a 1,5 miliardi di dollari. Il gruppo danese prevede ora un EBIT underlying positivo, compreso tra 2 e 4 miliardi di dollari, segnale di un sensibile miglioramento delle prospettive per l’esercizio in corso.

Dietro questo testo c'è una persona, non un'intelligenza artificiale. Questo materiale è stato interamente preparato dal redattore, utilizzando la sua conoscenza ed esperienza.

Secondo la compagnia, l’aggiornamento riflette la persistente solidità della domanda nel mercato del trasporto container, in particolare sulle rotte in uscita dall’Estremo Oriente, oltre al recente recupero dei noli spot.

Nel dettaglio, Maersk stima ora un EBITDA underlying compreso tra 8 e 10 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta di 4,5-7 miliardi. Più marcata ancora la revisione dell’EBIT underlying, ora atteso tra 2 e 4 miliardi di dollari, a fronte della precedente previsione che oscillava tra una perdita di 1,5 miliardi e un utile di 1 miliardo.

Migliorano anche le prospettive sul free cash flow, previsto ora ad almeno -1,5 miliardi di dollari rispetto al precedente obiettivo di almeno -3 miliardi. Contestualmente, il gruppo ha aggiornato le proprie stime sulla crescita del mercato mondiale del trasporto container, portandole a circa il 4% nel 2026, contro la precedente previsione compresa tra il 2% e il 4%.

I risultati completi del secondo trimestre saranno diffusi il 13 agosto, ma l’aggiornamento dell’outlook evidenzia già un deciso cambio di scenario per il secondo operatore mondiale nel trasporto marittimo di linea.

Il recupero dei noli sostiene le prospettive

Fino a pochi mesi fa il 2026 veniva considerato un anno particolarmente complesso per il settore. L’ingresso in servizio di nuove navi, la volatilità dei noli e le tensioni geopolitiche alimentavano il rischio di un eccesso di capacità e di una conseguente compressione dei margini. La precedente guidance di Maersk rifletteva questa incertezza, includendo anche l’ipotesi di una significativa perdita operativa.

Nelle ultime settimane, tuttavia, il mercato ha mostrato un’evoluzione diversa. I noli spot hanno registrato un deciso recupero, sostenuti dalla domanda sulle rotte export asiatiche, dai costi legati alle interruzioni operative e dall’anticipazione delle spedizioni da parte di numerosi caricatori in vista di possibili modifiche ai dazi e ai costi di importazione.

Il World Container Index di Drewry ha raggiunto i 4.466 dollari per container da 40 piedi il 25 giugno, in aumento del 5% rispetto alla settimana precedente e al livello più elevato da settembre 2024. A trainare la crescita sono stati soprattutto i collegamenti transpacifici, con incrementi significativi sulle rotte Shanghai-Los Angeles e Shanghai-New York.

Il recupero si è esteso anche ai collegamenti tra Asia ed Europa. Secondo l’ultima rilevazione di Drewry, la tratta Shanghai-Rotterdam si attesta a 4.392 dollari per container da 40 piedi, mentre Shanghai-Genova raggiunge i 5.759 dollari, sostenuta dagli aumenti tariffari applicati dai vettori in concomitanza con la peak season e dall’incremento dei costi del bunker.

Un segnale positivo per l’intero comparto

L’aggiornamento delle stime lascia intendere che Maersk non considera il recente rialzo dei noli un fenomeno esclusivamente congiunturale. Il gruppo ritiene infatti che la combinazione tra domanda sostenuta e livelli tariffari più elevati possa tradursi in un impatto positivo sui risultati dell’intero esercizio.

In una prospettiva più ampia, la revisione rappresenta un segnale incoraggiante per l’intero settore dello shipping container. Molti osservatori si aspettavano infatti una normalizzazione più marcata del mercato dopo gli utili eccezionali registrati nel periodo post-pandemico e durante le deviazioni delle rotte nel Mar Rosso, mentre diversi analisti avevano evidenziato il rischio di una correzione dovuta all’arrivo di nuova capacità.

La domanda di trasporto e le persistenti discontinuità operative hanno invece assorbito una parte significativa della capacità aggiuntiva. Il conflitto in Medio Oriente, le incertezze sullo Stretto di Hormuz, l’instabilità delle principali rotte commerciali, l’anticipazione delle spedizioni legata ai dazi e l’aumento dei costi operativi hanno contribuito a ridurre la capacità effettivamente disponibile, mantenendo il mercato più equilibrato di quanto lasciasse prevedere la sola crescita della flotta.

Restano elementi di incertezza

Lo scenario, tuttavia, continua a presentare fattori di rischio. Hapag-Lloyd, partner di Maersk nella Gemini Cooperation, non ha ancora aggiornato le proprie previsioni. A maggio il vettore tedesco aveva confermato una guidance per il 2026 con un EBITDA compreso tra 1,1 e 3,1 miliardi di dollari e un EBIT tra una perdita di 1,5 miliardi e un utile di 500 milioni di dollari, sottolineando come le prospettive restino fortemente condizionate dalla volatilità dei noli e dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.

La revisione annunciata da Maersk rappresenta quindi un primo segnale di rafforzamento del mercato, ma sarà l’evoluzione della domanda globale e del contesto geopolitico nei prossimi mesi a determinare se il recupero osservato nel secondo trimestre potrà consolidarsi nel corso dell’intero anno.

Tags:

Leggi anche