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Multa da 4000 euro e fermo del veicolo per 3 mesi per manomissione dell’AdBlue

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Durante un controllo di routine in un porto italiano, la polizia locale ha scoperto un nuovo caso che mostra come le tecnologie di rilevamento delle manomissioni sui camion, sempre più efficaci, stiano cambiando le regole del gioco nel trasporto stradale europeo.

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Nell’ambito di un’operazione di controllo dei camion presso il porto di Trento–Monte Bondone, la polizia italiana ha verificato un camion immatricolato in Lettonia. Il veicolo è stato sottoposto a un’ispezione tecnica approfondita, che ha evidenziato un’interferenza “sofisticata” con la centralina di controllo ECU. Il sistema simulava il normale funzionamento delle apparecchiature di controllo delle emissioni, mentre in realtà il veicolo non rispettava i requisiti ambientali.

Il controllo è stato effettuato con strumenti moderni che consentono il monitoraggio in tempo reale dei parametri di funzionamento del veicolo. Grazie a questa tecnologia, gli agenti hanno potuto rilevare anomalie che indicavano una manomissione del software.

A seguito dell’ispezione, al conducente e all’azienda di trasporto è stata comminata una multa di 4.130 euro, e il veicolo è stato posto sotto sequestro per tre mesi presso un deposito locale. Il caso ha riguardato anche la violazione delle condizioni della licenza comunitaria, che impone ai vettori di rispettare le norme tecniche e ambientali nei Paesi dell’UE.

Manomissione dell’AdBlue in Europa sotto i riflettori

La manomissione dei sistemi SCR sui camion non è più una “zona grigia” e sta diventando uno dei principali obiettivi dei controlli nel trasporto stradale europeo. In molti Paesi, le autorità di controllo stanno introducendo tecnologie moderne per individuare irregolarità e le sanzioni per l’interferenza con i sistemi di abbattimento delle emissioni allo scarico stanno diventando sempre più severe.

L’Italia è un esempio di Paese che ha inasprito con decisione il proprio approccio alla manipolazione dei sistemi di emissione. Da novembre 2025, la polizia stradale locale effettua controlli sui camion utilizzando dispositivi diagnostici avanzati collegati direttamente alla porta OBD (On-Board Diagnostics).

Le nuove apparecchiature consentono agli agenti di analizzare in tempo reale il funzionamento dei sistemi SCR e DPF, inclusi i livelli di AdBlue, le emissioni allo scarico e la presenza di emulatori. Le incongruenze nei dati vengono segnalate automaticamente come potenziali manomissioni meccaniche o elettroniche.

Anche la Danimarca si è mossa in una direzione simile, sviluppando tecnologie di misurazione remota delle emissioni. Queste permettono di individuare i veicoli che emettono quantità eccessive di ossidi di azoto senza doverli fermare. Un camion con sistema SCR disattivato o difettoso può emettere fino a 40 volte più NOx rispetto a un veicolo correttamente funzionante.

Sanzioni severe in tutta Europa

In molti Paesi, la manomissione dell’AdBlue è considerata non solo un illecito amministrativo, ma anche una violazione delle normative ambientali.

In Italia, il conducente o il vettore deve aspettarsi una multa da 422 euro a 1.697 euro, il ritiro della carta di circolazione e l’immobilizzazione del veicolo fino a tre mesi. In caso di violazioni più gravi la sanzione può arrivare a 4.130 euro, e nei casi estremi può persino comportare fino a 6 anni di carcere e una multa fino a 100.000 euro.

Un approccio ancora più duro si riscontra in Spagna. La manomissione del sistema SCR può comportare sanzioni fino a 20.000 euro e, nella pratica, i conducenti ricevono multe intorno a €9.000.

Nei Paesi Bassi, per anni la questione è rimasta difficile da far rispettare a causa di lacune normative. Tuttavia, sono attualmente in corso lavori per modificare le regole in modo da consentire chiaramente sanzioni sia per i conducenti sia per i proprietari dei veicoli. La manomissione può essere punita con fino a 2 anni di carcere o con una sanzione pecuniaria fino a 20.000 euro.

Danimarca: approccio sistematico e multe salate

La Danimarca è uno dei Paesi più coerenti nella lotta alle manomissioni. Le autorità locali utilizzano da anni tecnologie moderne per individuare irregolarità e il sistema sanzionatorio è progressivo. 

Un vettore rischia multe da 1.950 euro per la prima infrazione fino a 15.000 euro per violazioni ripetute, mentre il conducente può essere multato da 975 euro fino a 7.500 euro.

Gran Bretagna: più moderata, ma efficace

Rispetto ad altri Paesi, la Gran Bretagna applica sanzioni economiche più moderate. Se viene rilevata una manipolazione, il conducente o il vettore ha 10 giorni per rimuovere il dispositivo illegale.

Se il sistema non viene ripristinato al corretto funzionamento, viene comminata una multa di £300 e il veicolo viene immobilizzato. Allo stesso tempo, le autorità annunciano un’intensificazione dei controlli, che aumenta il rischio che eventuali irregolarità vengano individuate.

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