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Gasolio sotto i 2 euro nell’Ue: in Italia pesa il taglio delle accise

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Dopo settimane di rialzi, il prezzo del gasolio nell’Unione europea ha mostrato un primo segnale di raffreddamento, scendendo sotto la soglia dei 2 euro al litro. Anche per il mercato italiano la dinamica è legata al temporaneo arretramento del Brent e al mantenimento del taglio delle accise. Tuttavia, la volatilità del petrolio e le tensioni legate all’Iran rischiano di rendere questa parentesi molto breve.

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In Italia la riduzione dell’accisa sul gasolio pari a 0,20 euro al litro è stata mantenuta fino al 22 maggio. Il taglio fiscale rientra nel pacchetto di misure attivate a livello nazionale per contenere l’impatto dei rincari energetici sul trasporto e sulla logistica.

Secondo l’IRU (International Road Transport Union), la media ponderata Ue del diesel è scesa nell’arco di una settimana da 2,19 euro a 1,995 euro al litro, pari a un calo di circa l’1,2%. L’organizzazione sottolinea che, per la prima volta dall’inizio della crisi, i principali interventi fiscali nazionali nell’Unione risultano contemporaneamente in vigore, inclusa la misura italiana.

Brent volatile e trasmissione ai carburanti

Per quanto riguarda il petrolio, l’8 maggio il Brent si muoveva attorno ai 100 dollari al barile, dopo essere sceso dai circa 120 dollari della settimana precedente e dopo aver toccato anche quota 96 dollari nei giorni successivi. Nella stessa giornata, Reuters riportava che Brent e WTI erano scesi sotto i 100 dollari per la prima volta dalla seconda metà di aprile, prima di un nuovo rialzo.

L’11 maggio le quotazioni sono tornate sopra i 105 dollari al barile dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la risposta dell’Iran a una proposta di pace statunitense.

Il legame tra greggio e gasolio resta diretto: le oscillazioni del Brent si riflettono sui carburanti con un certo ritardo tecnico, ma incidono in modo significativo sui costi per il settore dell’autotrasporto.

Unione europea: media sotto i 2 euro, ma livelli ancora elevati

A livello Ue, la media ponderata del diesel è scesa sotto i 2 euro al litro per la prima volta dopo settimane di rialzi. Oltre all’Italia, risultano in vigore misure di alleggerimento fiscale in Germania, Polonia, Spagna e Svezia.

Nel dettaglio:

  • in Germania il taglio dell’accisa sul gasolio di 0,14 euro al litro è entrato in vigore il 1° maggio ed è previsto fino al 30 giugno;
  • in Polonia è stata prorogata fino al 15 maggio l’Iva ridotta e il livello minimo di accisa sui carburanti per autotrazione.

Ulteriori misure sono state adottate anche in Ungheria, Austria, Francia, Grecia e Cechia.

Nonostante il calo settimanale, il Bollettino sul petrolio della Commissione europea del 7 maggio evidenzia che i prezzi dei carburanti restano su livelli elevati, in un contesto segnato dall’allargamento del conflitto in Medio Oriente e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.

Dove il gasolio costa meno e dove di più nell’Ue

Secondo l’IRU, i prezzi più bassi nell’Unione europea si registravano a Malta (1,210 euro al litro), seguita da Polonia (1,692 euro) e Croazia (1,724 euro).

All’estremo opposto, i mercati più cari risultavano i Paesi Bassi (2,383 euro al litro), la Finlandia (2,316 euro) e la Danimarca (2,299 euro).

L’8 maggio la Slovacchia ha inoltre eliminato il sovrapprezzo applicato ai veicoli con targa estera e la limitazione che consentiva un solo pieno per mezzo, ponendo fine all’unico sistema di doppio prezzo introdotto nell’Ue dall’inizio della crisi. Da quella data, gli autotrasportatori internazionali pagano lo stesso prezzo degli operatori nazionali.

AdBlue: incidenza limitata, rischio operativo significativo

Resta sotto osservazione anche il mercato dell’AdBlue. I prezzi globali dell’urea si collocavano sopra i 617 dollari per tonnellata, circa il 32% in più rispetto al livello di riferimento del 27 febbraio.

L’AdBlue incide per meno dell’1% sui costi operativi dei mezzi pesanti, ma eventuali carenze avrebbero un impatto rilevante: i camion diesel moderni non possono circolare legalmente senza questo additivo.

Il ritorno della media Ue sotto i 2 euro rappresenta un segnale di parziale sollievo per il settore dell’autotrasporto italiano, sostenuto anche dal taglio delle accise. Tuttavia, tra volatilità del Brent e tensioni geopolitiche legate all’Iran e allo Stretto di Hormuz, il quadro resta instabile e la fase di raffreddamento potrebbe rivelarsi temporanea.

Collaborazione: Pölös Zsófia

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