Guido Grimaldi/ALIS

ALIS lancia l’allarme sui rincari: “Preoccupazione per le imprese del trasporto per gli extra-costi derivanti dalla crisi internazionale”

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A Roma il Consiglio dei Soci dell’associazione guidata da Guido Grimaldi. Sul tavolo l’aumento dei costi energetici e dei carburanti, i riflessi delle tensioni geopolitiche sulle rotte marittime e la richiesta di rafforzare gli aiuti a un comparto considerato strategico.

Le tensioni geopolitiche internazionali, i rincari dell’energia, l’aumento dei carburanti e il timore che il sistema logistico possa finire schiacciato tra extra-costi globali e nuovi oneri europei. È questo il quadro emerso dal Consiglio dei Soci di ALIS, riunito nella sede nazionale di Roma, dove l’associazione ha fatto il punto sulle difficoltà che stanno investendo il trasporto e la logistica in una fase definita “estremamente complessa” per l’economia globale.

A lanciare l’allarme è stato il presidente Guido Grimaldi, che ha parlato di uno scenario internazionale segnato da “forti tensioni geopolitiche” con effetti diretti sull’intero comparto. Secondo ALIS, l’inasprirsi delle crisi in alcune aree strategiche sta già producendo un aumento significativo dei costi energetici e dei carburanti, con ripercussioni che attraversano tutta la catena logistica e finiscono per incidere sui prezzi finali pagati da imprese e consumatori.

Tra i dossier più sensibili c’è quello delle rotte marittime. Le criticità legate alla navigazione in zone nevralgiche come lo Stretto di Hormuz, ha sottolineato Grimaldi, stanno provocando rincari nei noli, nei premi assicurativi e nei costi operativi, con un impatto che si estende ben oltre il trasporto via mare e coinvolge l’intero sistema della mobilità delle merci.

ETS e FuelEU: il doppio fronte europeo che pesa sulla flotta

Nel corso della riunione ALIS ha espresso apprezzamento per le misure emergenziali adottate dal Governo a sostegno del settore in risposta alle turbolenze dei mercati internazionali, dalla riduzione delle accise sui carburanti al credito d’imposta per le imprese di autotrasporto. Per l’associazione, tuttavia, questi interventi non bastano. La richiesta è di ampliare il perimetro del sostegno pubblico e rafforzare gli strumenti di compensazione a favore di un comparto considerato decisivo non solo sul piano economico ma anche su quello sociale.

Il nodo, per ALIS, è la sostenibilità complessiva del sistema. Grimaldi ha evocato il rischio che venga compromessa la tenuta economica del Paese e ha messo in guardia dalla possibilità di una vera e propria paralisi del settore, chiamato oggi a sopportare contemporaneamente gli effetti della crisi internazionale e i costi legati alla normativa europea sulle emissioni. Nel mirino c’è in particolare l’ETS, il sistema di scambio delle quote di emissione applicato anche al trasporto marittimo. Il presidente dell’associazione ha ricordato le stime di RINA, secondo cui l’impatto economico dell’ETS sulla flotta navale europea sarebbe pari a 5,7 miliardi di euro nel 2025 e a oltre 8,2 miliardi nel 2026, ai quali si aggiungono i costi previsti dal regolamento FuelEU.

Da qui l’appello all’Unione europea affinché proceda alla revisione della direttiva entro il termine di luglio indicato, e al Governo italiano perché incrementi le risorse destinate agli incentivi Sea Modal Shift e Ferrobonus, portandole a 150 milioni di euro l’anno. ALIS chiede inoltre che i proventi derivanti dall’ETS vengano reinvestiti nel comparto marittimo e intermodale, secondo un principio che Grimaldi ha sintetizzato con una formula destinata a diventare uno slogan: “Ciò che proviene dal mare, ritorni al mare”.

Nuovi soci e LetExpo: l’associazione cresce, ma l’allarme resta

La riunione romana è stata anche l’occasione per rivendicare la crescita dell’associazione, a poche settimane dalla quinta edizione di LetExpo, indicata da ALIS come una piattaforma ormai centrale nel dialogo tra imprese e istituzioni, con numeri in aumento sia per espositori sia per partecipazione internazionale. Nel Consiglio sono stati inoltre accolti nuovi soci consiglieri, tra cui realtà attive nella cybersecurity, nei terminal portuali, nella vigilanza, nei software per le risorse umane, nelle telecomunicazioni, nella manutenzione ferroviaria, nei servizi per il lavoro, nella consulenza per il commercio estero e nelle soluzioni digitali per magazzino, logistica e trasporti.

Un segnale, secondo l’associazione, della propria capacità di attrazione e del rafforzamento di un network sempre più ampio che unisce logistica, servizi, innovazione e trasporti. Ma il messaggio politico uscito dal Consiglio resta soprattutto uno: senza misure strutturali e un alleggerimento dei costi che gravano sulle imprese, il settore rischia di trovarsi esposto a una pressione che non appare più sostenibile.

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