Agnieszka Kulikowska-Wielgus, trans.iNFO

Brennero, il Tirolo non arretra: possibili ritocchi ai divieti

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Il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Ue solleva dubbi sulla compatibilità con il diritto europeo di alcuni divieti ai camion introdotti dal Tirolo lungo l’Inntal e il Brennero. Innsbruck, però, non prevede un arretramento: la Regione prepara un’analisi giuridica, valuta correttivi e misure alternative e conferma l’obiettivo di contenere il traffico di attraversamento sul corridoio del Brennero.

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Nel dettaglio, l’avvocato generale Manuel Campos Sánchez-Bordona ritiene in contrasto con le norme Ue i divieti notturni, quelli settoriali e le limitazioni invernali per i mezzi pesanti sulle autostrade dell’Inntal e del Brennero. Diverso il giudizio sul sistema di dosaggio (block clearance), che a intervalli stabiliti riduce il numero di camion autorizzati a proseguire: su questo punto non ha sollevato obiezioni.

Il parere non è decisivo: la sentenza della Corte di giustizia è attesa entro la fine del 2026. Spesso i giudici seguono l’impostazione dell’avvocato generale, ma non sono vincolati a farlo.

In attesa della decisione, il Tirolo afferma di voler essere pronto a ogni scenario. Se necessario, alcune misure potranno essere ricalibrate, ma l’impostazione complessiva — ridurre il transito pesante — non verrà abbandonata.

Tirolo: correttivi possibili, ma la strategia resta

L’assessore tirolese ai Trasporti René Zumtobel ha detto di essere rimasto sorpreso dalla valutazione dell’avvocato generale. Ricorda che ogni anno il Passo del Brennero viene attraversato da circa 2,5 milioni di camion: un volume superiore a quello di tutti gli altri valichi alpini messi insieme.

Il Brennero è l’opzione più economica in Europa per spostare merci su strada,

ha dichiarato alla testata tedesca DVZ.

Per Zumtobel, il parere non implica che i tre divieti contestati debbano essere cancellati automaticamente. L’avvocato generale li ha valutati in base a idoneità, necessità e proporzionalità: sui primi due criteri, per i divieti notturni, settoriali e invernali, la valutazione sarebbe positiva, mentre i dubbi riguardano soprattutto la proporzionalità.

Per questo potremmo dover mettere a punto meglio i divieti, ma non necessariamente rinunciarvi,

ha aggiunto Zumtobel.

Sulla stessa linea il governatore Anton Mattle: la Regione intende proseguire con le misure pensate per tutelare residenti, infrastrutture e ambiente dagli effetti del traffico pesante di attraversamento.

Il Tirolo non cederà sul transito. Per noi la protezione delle persone, della natura e delle infrastrutture viene prima della libera circolazione delle merci,

ha affermato Mattle.

Nuovi limiti sulla qualità dell’aria: un tassello nella strategia

Tra gli elementi su cui il Tirolo punta per i prossimi passi c’è la direttiva Ue sulla qualità dell’aria, aggiornata con obiettivi più stringenti. Il testo prevede che entro il 2030 il limite consentito di biossido di azoto scenda da 40 a 20 microgrammi per metro cubo.

Secondo Zumtobel, questo scenario non è entrato nell’analisi dell’avvocato generale perché non rientrava nel perimetro della sua valutazione. Tuttavia, gli Stati membri dovranno recepire la direttiva.

Il Tirolo intende richiamarsi ai nuovi valori limite per mantenere le restrizioni attuali — o, se necessario, introdurre ulteriori misure mirate sul trasporto merci su gomma.

Anche l’esperto di diritto Ue Walter Obwexer ritiene che soglie più basse per gli inquinanti possano diventare un argomento rilevante, in particolare per difendere il divieto notturno.

Zumtobel ha spiegato che specialisti a livello regionale e federale esamineranno nel dettaglio il parere dell’avvocato generale, mentre in parallelo il Tirolo lavorerà su misure collegate ai nuovi limiti ambientali. A suo avviso, il traffico stradale è la principale fonte di emissioni di biossido di azoto: per rispettare le nuove soglie serviranno quindi interventi più mirati.

Il sistema di dosaggio dei camion non è stato messo in discussione

Per gli autotrasportatori, il messaggio più immediato è che il sistema di dosaggio non è finito nel mirino. Il meccanismo limita, in determinati orari e in giornate specifiche, quanti camion possono immettersi sull’autostrada dell’Inntal.

Secondo il Tirolo, serve a mantenere sicurezza e scorrevolezza. Zumtobel ha sottolineato che la Regione non intende estendere automaticamente il dosaggio a tutto l’anno, ma lo utilizzerà con la frequenza necessaria per raggiungere quell’obiettivo.

In Baviera, però, la lettura è diversa. Sabine Lehmann, direttrice dell’associazione bavarese degli spedizionieri, teme che il parere possa spingere il Tirolo a ricorrere più spesso al dosaggio.

Lehmann osserva che il calendario della gestione del traffico indica poco meno di 30 giornate di restrizioni, ma nella pratica ci si aspetta che durante l’anno si superi quota 50. Aggiunge inoltre che le autorità tirolesi lasciano intendere apertamente la possibilità di misure straordinarie, se ritenute necessarie per proteggere i residenti dal traffico di attraversamento.

Il ministro dei Trasporti bavarese Christian Bernreiter ha accolto positivamente la valutazione sui divieti notturni, settoriali e invernali, chiedendo però regole più chiare su quando si applica il dosaggio (block clearance).

In Baviera ci troviamo regolarmente a gestire code chilometriche causate dal sistema di dosaggio,

ha dichiarato.

Bernreiter ha anche ricordato che, secondo l’avvocato generale, questo strumento sarebbe ammissibile solo in situazioni eccezionali e in misura limitata. Si aspetta che la sentenza finale chiarisca il quadro giuridico per tutte le parti.

Gestione digitale dei flussi e ferrovia: la linea del Tirolo

Per il Tirolo, la strategia non si esaurisce tra divieti e dosaggio. Zumtobel sostiene la creazione di un sistema digitale in grado di governare i flussi di camion lungo l’intero corridoio del Brennero.

La Regione ha proposto ai partner confinanti un sistema digitale gratuito di prenotazione delle finestre di transito. Secondo l’assessore, potrebbe diventare un progetto di riferimento in Europa per la gestione del traffico merci.

Resta però centrale un altro obiettivo: spostare più merci su rotaia.

Il modo migliore per migliorare la qualità dell’aria è il trasporto ferroviario,

ha ribadito Zumtobel.

Nel Tunnel di base del Brennero sono stati investiti circa 10 miliardi di euro, con metà del finanziamento a carico dell’Unione europea. Per il Tirolo, però, il progetto non potrà dare i risultati attesi senza collegamenti di accesso adeguati, infrastrutture terminalistiche sufficienti e un riequilibrio dei costi tra strada e ferrovia.

Da qui un punto che sta diventando sempre più centrale nella disputa sulle limitazioni stradali: i Paesi lungo il corridoio del Brennero sono davvero pronti a trasferire volumi significativi di merci sulla ferrovia?

Il settore: senza capacità e collegamenti, il cambio modale resta sulla carta

Le associazioni del trasporto, in generale, appoggiano l’idea di potenziare la ferrovia. Ma avvertono che l’infrastruttura attuale non è in grado di assorbire in tempi rapidi un trasferimento massiccio di volumi dalla strada.

Lehmann ha criticato la lentezza dei lavori sui collegamenti tedeschi di accesso al Tunnel di base del Brennero.

Quello che sta succedendo con le tratte di accesso è una tragedia. Con il Gottardo non abbiamo fatto i compiti. Ora stiamo vedendo la stessa cosa con l’accesso nord al Brennero,

ha detto.

Anche Alexander Friesz, presidente dell’Associazione centrale austriaca degli spedizionieri e della logistica, considera oggi poco realistico un passaggio deciso alla ferrovia per mancanza di capacità. A suo avviso, nel breve periodo la situazione non cambierà se la Germania non accelera lo sviluppo delle infrastrutture che portano al tunnel di base.

Friesz ha invitato Austria, Germania, Italia e istituzioni Ue a lavorare su soluzioni che siano insieme compatibili con il diritto europeo e praticabili per le imprese di trasporto.

In Italia si parla di “successo”, ma il Tirolo frena: decide la Corte

In Italia il parere dell’avvocato generale è stato accolto con favore. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti lo ha definito positivo, mentre l’associazione ANITA ha detto che sostiene la posizione italiana nella controversia sul transito attraverso il Tirolo. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di “successo italiano”.

Dal lato tirolese, la risposta è netta: non c’è ancora una decisione. Le autorità regionali ribadiscono che l’ultima parola spetta ai giudici della Corte di giustizia e che, fino alla sentenza, si lavorerà sia sulla linea difensiva sia su eventuali aggiustamenti al sistema di restrizioni.

Anche in caso di esito sfavorevole, lascia intendere il Tirolo, la politica di contenimento del transito non verrebbe necessariamente archiviata. Potrebbero però cambiare basi giuridiche, perimetro e applicazione concreta di alcuni divieti.

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