Il provvedimento, ancora in attesa del testo definitivo, introduce tre interventi principali, tutti con carattere temporaneo. La misura più immediata riguarda la riduzione delle accise:
- 25 centesimi al litro per benzina e gasolio
- 12 centesimi al chilo per il GPL
Grazie anche all’effetto sull’Iva, il prezzo alla pompa del diesel dovrebbe diminuire di circa 25,30 centesimi al litro. La riduzione sarà però limitata a venti giorni, configurandosi come un intervento tampone.
Resta ancora incerto se il taglio riguarderà anche il biocarburante HVO: in caso contrario, questo risulterebbe penalizzato rispetto ai carburanti fossili.
Credito d’imposta per le imprese di autotrasporto
Per il settore dell’autotrasporto è previsto un intervento specifico: un credito d’imposta pari al 28% sulla maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 rispetto a febbraio.
Il contributo, riconosciuto al netto dell’Iva e documentato tramite fatture, sarà regolato nei dettagli da un successivo decreto attuativo. Dalle prime indicazioni, il beneficio dovrebbe essere limitato ai veicoli Euro V ed Euro VI, ma restano ancora da chiarire eventuali soglie di peso e l’estensione alle imprese che operano in conto proprio.
Per finanziare la misura, il Governo ha stanziato oltre 608 milioni di euro.
Stretta sui controlli contro le speculazioni
Il terzo pilastro del decreto riguarda il rafforzamento dei controlli sui prezzi dei carburanti. Per un periodo di tre mesi, le compagnie petrolifere saranno obbligate a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, che verranno monitorati dal Garante dei Prezzi del Ministero delle Imprese.
Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi, con l’obiettivo di prevenire fenomeni speculativi in una fase di forte volatilità del mercato.
Misure temporanee in attesa di stabilità
Nel complesso, il decreto rappresenta un primo intervento per contenere gli effetti del caro carburante su imprese e consumatori, ma con un orizzonte limitato nel tempo. Molti aspetti operativi, in particolare per il credito d’imposta destinato all’autotrasporto, restano subordinati ai provvedimenti attuativi.
Il settore attende ora ulteriori sviluppi, in un contesto internazionale ancora instabile e con prezzi energetici che continuano a rappresentare una delle principali criticità per la logistica e l’economia nel suo complesso.









