Pixabay/JirkaF – rifornimento di benzina e gasolio

Errore di prezzo al distributore: gasolio a venti centesimi e serbatoi svuotati

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Code interminabili, auto incolonnate e automobilisti arrivati con taniche di scorta: nel Nord Italia, per qualche ora, il gasolio è sembrato tornare ai prezzi di un’altra epoca. In una stazione self service senza personale, un malfunzionamento del sistema ha fatto comparire alla pompa un prezzo di 19,9 centesimi di euro al litro. Un affare “troppo bello per essere vero” che, secondo le ricostruzioni, avrebbe generato perdite nell’ordine di diecimila euro.

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In un momento in cui le nuove tensioni in Medio Oriente stanno spingendo i prezzi dei carburanti in Europa verso livelli record, nei pressi di Bolzano molti si sono ritrovati davanti a un cartello che indicava un costo quasi dieci volte inferiore al normale. La notizia ha fatto il giro in fretta e la stazione è diventata in poco tempo un punto di richiamo per chi voleva fare il pieno (e non solo) prima che l’errore venisse corretto.

Non era un’offerta: è stato un errore che è costato caro

L’episodio è avvenuto ad Avelengo, in Trentino–Alto Adige, in un impianto self service. Stando ai media locali, il guasto elettronico sarebbe emerso durante un aggiornamento di routine delle tariffe. Al posto del prezzo corretto di 1,999 euro al litro, sul display è apparso 0,199 euro.

L’effetto è stato immediato: in pochi minuti si sono formate lunghe file e diversi clienti si sono presentati con contenitori aggiuntivi per approfittare del prezzo finché fosse rimasto visibile.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, che cita la sindaca di Avelengo Anna Plank, la situazione è rapidamente degenerata in confusione. Il rifornimento a quel costo è proseguito fino all’esaurimento completo del gasolio disponibile.

Il caso della “stazione fantasma” senza operatori

Walter Soppera, alla guida dell’associazione che rappresenta i gestori di distributori in Alto Adige, ha spiegato che l’impianto di Avelengo rientra in quelli che sul territorio vengono chiamati “stazioni fantasma”: strutture automatizzate, senza addetti presenti né personale tecnico sul posto.

In realtà di questo tipo, l’aggiornamento dei prezzi avviene da remoto a cura del fornitore. In questo caso, l’anomalia sarebbe nata durante un invio partito dalla sede dell’azienda a Milano.

Un solo punto decimale nel posto sbagliato avrebbe causato un danno stimato attorno a diecimila euro. Soppera ha aggiunto che la responsabilità economica con ogni probabilità ricadrà sull’ufficio centrale che ha gestito l’aggiornamento del sistema.

Nessuna sanzione per chi ha fatto rifornimento

Nonostante l’impianto sia dotato di videosorveglianza, non si prevedono conseguenze per i clienti. Secondo i rappresentanti del settore, gli automobilisti hanno semplicemente pagato quanto indicato sul display e alla colonnina.

“I clienti non hanno fatto nulla di illegale: il prezzo esposto era davvero più basso”, ha sottolineato Walter Soppera, come riportato dai media italiani.

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