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Costi in aumento per la logistica nel 2026

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La legge di bilancio per il 2026 è un triplice colpo per i trasporti e la logistica.

L’anno 2026 si apre con un impatto economico rilevante per l’intera filiera logistica italiana. Con l’approvazione della Legge di Bilancio, il Parlamento ha introdotto tre misure che comporteranno un aumento dei costi operativi per il settore: l’aumento delle accise sul gasolio, una nuova imposta sui pacchi importati da Paesi extra-UE e l’incremento dei pedaggi autostradali.

Aumento delle accise sul gasolio

Dal 1° gennaio 2026, l’accisa sul gasolio aumenterà di 4,05 centesimi al litro, mentre quella sulla benzina diminuirà della stessa cifra. Il rimborso parziale dell’accisa per l’autotrasporto resterà in vigore, ma riguarderà esclusivamente i veicoli industriali con massa superiore a 7,5 tonnellate e motori Euro V o superiori.

Secondo le stime di TrasportoEuropa, a ottobre 2023 solo l’8% dei veicoli rientrava in questa categoria, e di questi l’86,4% era Euro V o superiore. Di conseguenza, oltre la metà del parco veicolare non beneficerà di alcuna riduzione fiscale, penalizzando in particolare la distribuzione regionale e urbana.

Tassa di 2 euro sui pacchi extra-UE

Sempre dal 1° gennaio 2026, entra in vigore una tassa di 2 euro per ogni pacco di valore inferiore a 150 euro importato da Paesi extra-UE. Questa imposta, applicata agli importatori, potrà essere ribaltata sui consumatori finali, con un costo stimato di 122,5 milioni di euro nel solo 2026.

Da luglio si aggiungerà un ulteriore dazio europeo di 3 euro. Le aziende della logistica dovranno adeguare i propri sistemi informatici e le procedure operative, sostenendo costi aggiuntivi. Inoltre, la filiera rischia pressioni da parte dei clienti per ridurre le tariffe, in un contesto già caratterizzato da margini ridotti.

Pedaggi autostradali più cari

Infine, l’Autorità dei Trasporti ha disposto un incremento dell’1,5% dei pedaggi autostradali, giustificato dall’inflazione programmata per il 2026. Anche in questo caso il rimborso parziale è riservato ai veicoli Euro V o superiori e soggetto a parametri annuali. Le associazioni Trasportounito e Ruote Libere hanno contestato duramente la misura, parlando di “schiaffo al settore” e di decisione politica penalizzante per le piccole imprese.

Conseguenze sistemiche

L’impatto combinato delle tre misure potrebbe spingere i grandi operatori logistici a rivedere i flussi a livello europeo, privilegiando hub e magazzini doganali situati in Paesi con condizioni fiscali più favorevoli. Ciò comporterebbe una potenziale perdita di traffico per l’Italia, oltre a un aumento della complessità contrattuale nel trasporto e nella logistica.

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