Per i clienti del trasporto e della logistica, il cambiamento chiave riguarda la Divisione Logistics del gruppo, che è passata a una lieve perdita operativa. Allo stesso tempo, la leva finanziaria di DFDS è aumentata a 4,1x debito netto fruttifero (NIBD) / EBITDA, rafforzando il messaggio del management secondo cui il 2026 sarà incentrato sul ripristino della qualità degli utili, sulla riduzione dei costi e sulla diminuzione della leva.
La Divisione Logistics di DFDS ha registrato ricavi esterni pari a 15,6 miliardi di DKK nel 2025 e un EBIT di -30 milioni di DKK, rispetto ai 200 milioni di DKK dell’anno precedente. La Divisione Ferry è rimasta profittevole, con un EBIT di 791 milioni di DKK su ricavi esterni di 15,3 miliardi di DKK, sebbene anch’esso in calo su base annua.
Nella sua analisi dell’anno, DFDS collega la performance più debole a una combinazione di turbolenze di mercato e condizioni di domanda più lente, evidenziando le interruzioni nel mercato dei trasporti turco, il rallentamento della domanda nel Nord Europa (in particolare nella prima metà dell’anno) e l’impatto della guerra in Ucraina sui flussi e sui modelli di capacità nella regione baltica.
TES: il rischio di turnaround ora al centro della storia
Un elemento chiave della strategia logistica di DFDS è TES Logistics, l’unità creata in seguito all’acquisizione di Ekol International Transport nel 2024. DFDS inquadra TES come parte della propria rete ampliata, ma la relazione annuale segnala anche una maggiore incertezza legata al fatto che i miglioramenti di performance previsti per TES verranno effettivamente raggiunti. L’azienda osserva che tale incertezza confluisce nelle ipotesi utilizzate per i test di impairment.
DFDS descrive il mercato baltico come “strutturalmente difficile” nel 2025 a causa di un eccesso di offerta di capacità sia nei traghetti sia su strada, collegato al protrarsi della guerra in Ucraina. Nell’ambito delle misure di mitigazione, DFDS indica un accordo di noleggio spazi (space charter) con TT Line, in vigore da ottobre 2025.
Guardando avanti, l’azienda prevede che i volumi di fracht sulle rotte commerciali che collegano l’Europa con la Turchia e il Nord Africa continueranno a crescere nel 2026. Allo stesso tempo, DFDS afferma che i mercati del trasporto su strada dovrebbero restare altamente competitivi, anche se le riduzioni di capacità nel 2025 potrebbero contribuire ad attenuare la pressione sui margini in alcuni mercati.
Risposta sui costi: programma di risparmi da 300 milioni di DKK
In risposta a un profilo degli utili più debole, DFDS ha avviato a novembre 2025 un programma di riduzione dei costi da 300 milioni di DKK. L’iniziativa riguarda circa 400 posizioni e DFDS ha contabilizzato nel 2025 costi legati agli esuberi per 97 milioni di DKK. L’azienda prevede che i benefici del programma si riflettano nel 2026.
Dal punto di vista operativo, programmi di costo di questo tipo si traducono tipicamente in un controllo più rigoroso delle spese generali e, in alcune aree, in modifiche alla rete e ai processi. DFDS non fornisce impegni sui livelli di servizio in questo contesto, ma scala e tempistiche suggeriscono che il 2026 comporterà ulteriori aggiustamenti organizzativi.
Debito in calo, ma leva in aumento
Nonostante la perdita, DFDS segnala una solida generazione di cassa nel 2025 e un’attenzione costante alla riduzione del debito. Il debito netto fruttifero è sceso a 15,3 miliardi di DKK, in calo di 1,9 miliardi di DKK su base annua. Tuttavia, poiché gli utili sono diminuiti, la leva è aumentata a 4,1x NIBD/EBITDA a fine anno.
DFDS afferma che la riduzione della leva resta una priorità e prevede che il rapporto NIBD/EBITDA scenda sotto 4,0x nel 2026 e sotto 3,5x nel 2027, rivedendo al contempo l’intervallo obiettivo di leva di medio termine a 2,5–3,5x.
Per il 2026, DFDS prevede un EBIT di gruppo compreso tra 800 e 1.100 milioni di DKK, rispetto ai 520 milioni di DKK del 2025. All’interno di questo, la logistica dovrebbe tornare in utile, con una guidance di EBIT tra 50 e 150 milioni di DKK contro -30 milioni di DKK nel 2025. L’azienda prevede ricavi “all’incirca in linea” con quelli del 2025.











