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L’UE concede ai produttori di camion più margine sulle regole CO2

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L’UE ha deciso di rendere più flessibili le regole sui crediti di CO2 per i produttori di camion per il periodo 2025-2029, dando ai costruttori più margine per raggiungere l’obiettivo di emissioni del 2030 del blocco. La modifica non cambia gli obiettivi principali di riduzione della CO2 in sé.

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Il Parlamento europeo ha approvato una modifica alle norme UE sulla CO2 per i veicoli pesanti che renderà più facile per i produttori di camion accumulare crediti di emissione negli anni precedenti l’entrata in vigore del più severo obiettivo 2030 del blocco. La misura è stata sostenuta il 12 marzo e segue il precedente sostegno degli Stati membri dell’UE, il che significa che la proposta è ormai di fatto concordata, in attesa dell’approvazione formale finale.

L’emendamento non modifica gli obiettivi principali di riduzione delle emissioni dell’UE per i veicoli pesanti. I produttori devono comunque ridurre le emissioni medie di CO2 dei nuovi veicoli pesanti venduti nell’UE del 15% entro il 2025, del 45% entro il 2030, del 65% entro il 2035 e del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 2019.

Ciò che cambia è il modo in cui i produttori possono ottenere crediti di emissione negli anni di rendicontazione dal 2025 al 2029. Secondo la proposta della Commissione, la formula rivista mira a consentire ai produttori di generare più crediti prima del 2030, offrendo loro maggiore flessibilità per rispettare l’obiettivo più severo applicabile a partire da quell’anno. La Commissione afferma che ciò è giustificato dai ritardi nella realizzazione dell’infrastruttura di ricarica pubblica per i veicoli pesanti lungo le autostrade.

In pratica, la riforma concede più margine ai produttori le cui flotte, nella seconda metà del decennio, ottengono risultati migliori rispetto ai limiti attuali. Questi crediti aggiuntivi possono poi contribuire a ridurre il rischio di sanzioni in seguito, qualora vengano superate specifiche soglie di CO2. Il media tedesco Stern ha riportato che la modifica è particolarmente vantaggiosa per i produttori che hanno registrato buone performance nelle fasi iniziali, ma che si stanno avvicinando all’obiettivo 2030 più lentamente.

La mossa potrebbe allentare la pressione ora, ma sollevare dubbi sul ritmo del cambiamento

Il dossier è passato rapidamente in Parlamento con una procedura d’urgenza. Il resoconto delle votazioni del Parlamento mostra che gli eurodeputati hanno approvato la proposta con 473 voti a 81, con un numero ridotto di astensioni, senza modificare il testo della Commissione. Poiché anche il Consiglio ha sostenuto la proposta senza emendamenti, la misura è ora di fatto definita sul piano politico.

I sostenitori della modifica sostengono che essa offra ai produttori europei di camion un margine di respiro mentre infrastrutture e condizioni di mercato si allineano alle ambizioni normative. ACEA, l’associazione europea dei costruttori di veicoli, ha accolto con favore la flessibilità nel breve termine, ma ha affermato che il settore continua a scontrarsi con barriere strutturali, in particolare la lenta diffusione dell’infrastruttura di ricarica e le condizioni più ampie necessarie a sostenere la diffusione dei camion a zero emissioni. La Commissione insiste che la modifica è limitata e non altera la sostanza del percorso di decarbonizzazione a lungo termine dell’UE per i veicoli pesanti.

I critici, tuttavia, vedono la mossa come un indebolimento del regime esistente. La pubblicazione di settore tedesca DVZ ha riportato che il gruppo ambientalista NABU ha avvertito che regole più morbide potrebbero ridurre la quota di camion a zero emissioni nelle nuove immatricolazioni entro il 2030, sebbene tale stima non sia stata verificata in modo indipendente qui. Ciò riflette la preoccupazione più ampia che l’allentamento della pressione di conformità nel breve termine possa rallentare la diffusione sul mercato dei veicoli elettrici a batteria e di altri veicoli pesanti a zero emissioni.

La Commissione insiste che la modifica è limitata e non cambia la sostanza del percorso di decarbonizzazione a lungo termine dell’UE per i veicoli pesanti. Nella sua proposta si afferma che l’emendamento mira unicamente a rivedere il calcolo dei crediti di emissione per il 2025-2029, lasciando invariati gli obiettivi complessivi. I nuovi autobus urbani sono esclusi da questo allentamento, a riflesso della più avanzata diffusione di modelli a zero emissioni in quel segmento. In parallelo, resta aperto il capitolo degli oneri stradali e delle regole UE connesse, come la Eurovignette.

La Commissione insiste che la modifica è limitata e non altera la sostanza del percorso di decarbonizzazione a lungo termine dell’UE per i veicoli pesanti. La sua proposta afferma che l’emendamento è inteso solo a rivedere il calcolo dei crediti di emissione per il 2025-2029, lasciando invariati gli obiettivi complessivi. I nuovi autobus urbani sono esclusi da questo allentamento, a riflesso della più avanzata diffusione di modelli a zero emissioni in quel segmento.

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