Dal 1° luglio 2026 una parte dei veicoli commerciali leggeri con massa superiore a 2,5 e fino a 3,5 tonnellate, utilizzati nel trasporto internazionale di merci, è entrata pienamente nel perimetro delle norme europee su tachigrafo, tempi di guida e riposi. Per le aziende interessate non si tratta più di prepararsi a una scadenza futura: un controllo su strada può far emergere immediatamente una situazione di mancata conformità.
A fotografare il livello di preparazione degli operatori è un’indagine di Kienzle Automotive. Il dato più evidente è il divario tra la percezione delle imprese e la situazione concreta delle flotte: a giugno il 78% degli intervistati si dichiarava ben preparato o molto ben preparato, contro poco meno del 39% rilevato in primavera. Eppure, tra le aziende che utilizzano mezzi soggetti alle nuove disposizioni, oltre una su tre non aveva completato l’adeguamento entro il termine del 1° luglio.
Più fiducia, ma molti veicoli erano ancora da adeguare
Alla scadenza, alcune aziende avevano ancora interventi in corso, altre avevano soltanto fissato un appuntamento in officina. Il dato più critico riguarda il 15,6% degli operatori coinvolti, che non aveva ancora adottato alcuna misura concreta.
«Sentirsi preparati non equivale ad aver completato l’adeguamento. Chi si trovava ancora in fase di adeguamento alla scadenza era esposto a un rischio giuridico rilevante», ha spiegato Jan Kaumanns, amministratore delegato e azionista di Kienzle Automotive.
Il sondaggio va tuttavia letto entro i suoi limiti. La prima rilevazione aveva coinvolto 116 clienti del fornitore di tachigrafi e sistemi telematici, successivamente ricontattati per l’indagine di giugno. I risultati descrivono quindi il livello di preparazione dei clienti Kienzle e non possono essere considerati rappresentativi dell’intero mercato tedesco.
Non basta superare le 2,5 tonnellate
La massa del mezzo, da sola, non determina automaticamente l’obbligo. Le nuove disposizioni riguardano dal 1° luglio 2026 il trasporto internazionale di merci e il cabotaggio quando la massa del veicolo, o del complesso di veicoli, supera 2,5 tonnellate.
Ne deriva che un furgone da 3,5 tonnellate non ricade necessariamente nella disciplina in ogni circostanza. Le attività svolte esclusivamente sul territorio nazionale non entrano automaticamente nel nuovo regime soltanto per il peso del mezzo, mentre restano applicabili le esenzioni previste dalla normativa in funzione dell’impiego concreto del veicolo.
Per le imprese diventa quindi essenziale verificare non soltanto le caratteristiche tecniche del mezzo, ma anche la natura del singolo viaggio e l’attività effettivamente svolta.
Con il tachigrafo cambiano anche organizzazione e tempi di lavoro
L’adeguamento non si esaurisce nell’installazione del dispositivo. L’estensione delle regole ai veicoli commerciali leggeri comporta anche l’applicazione delle disposizioni europee su tempi di guida, pause e periodi di riposo.
La novità interessa soprattutto corrieri, operatori del trasporto espresso e imprese che effettuano collegamenti internazionali con veicoli fino a 3,5 tonnellate. Per queste flotte diventano parte dell’attività ordinaria la gestione delle carte del conducente, lo scarico e la conservazione dei dati del tachigrafo e una pianificazione dei viaggi compatibile con i limiti previsti dalla normativa.
Proprio la formazione resta però uno degli aspetti più fragili. Secondo Kienzle, la quota di aziende che non aveva programmato alcuna attività formativa per conducenti o personale addetto alla pianificazione è scesa dal 33,6% della primavera al 18,8%. Solo il 9,4% degli intervistati considera il proprio personale «molto ben formato», mentre il 59,4% ritiene le competenze disponibili soltanto parzialmente adeguate.
I costi frenano l’adeguamento
Il principale ostacolo indicato dalle imprese resta quello economico. Il 62,5% degli intervistati considera i costi di adeguamento la difficoltà principale, una quota superiore al 57,8% rilevato in primavera.
Il 40,6% segnala inoltre la scarsa chiarezza o la continua evoluzione delle regole e, con la stessa frequenza, gli interventi tecnici necessari sui veicoli.
Per le flotte più piccole la spesa va ben oltre il tachigrafo e il lavoro dell’officina. Vanno considerati anche le carte del conducente, la gestione e l’archiviazione dei dati, la formazione del personale e la revisione dei processi di pianificazione dei trasporti.
Dal 1° luglio, inoltre, non esiste un periodo di tolleranza generalizzato: avere un appuntamento già fissato in officina non equivale ad avere un veicolo conforme.
Controlli e sanzioni: conta il Paese in cui avviene l’infrazione
Anche sul fronte delle sanzioni occorre distinguere. Non esiste una multa unica valida in tutta l’Unione europea: gli importi dipendono dalla legislazione nazionale dello Stato in cui viene accertata la violazione. Per questo la fascia compresa tra 1.500 e 4.500 euro, spesso citata in relazione alle infrazioni, non può essere considerata una sanzione uniforme applicabile in ogni Paese.
A quasi sette settimane dall’entrata in vigore delle nuove regole, la verifica deve ormai avvenire mezzo per mezzo e tratta per tratta. Per i responsabili delle flotte la domanda operativa è semplice: quale veicolo viene assegnato a quale viaggio?
La conformità va verificata prima che il mezzo parta, accertando se il trasporto rientra nella normativa, se il tachigrafo è correttamente installato e funzionante e se conducenti e pianificatori conoscono le procedure da seguire. La scadenza del 1° luglio 2026 è già alle spalle: per gli operatori del trasporto internazionale leggero, il nuovo regime è ormai parte della gestione quotidiana.









