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L’Italia reintroduce i controlli Schengen con la Spagna. La Germania prepara una nuova proroga

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L’Italia reintrodurrà, per un periodo limitato, i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna. La misura, motivata dai rischi per l’ordine pubblico e la sicurezza interna connessi alla pressione migratoria registrata a Ceuta, resterà in vigore dal 1° agosto al 1° settembre 2026.

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In sintesi:

  • I controlli temporanei italiani saranno in vigore dal 1° agosto al 1° settembre 2026.
  • La misura riguarda esclusivamente le frontiere interne Schengen via mare e via aria tra Italia e Spagna.
  • Roma richiama motivi di ordine pubblico, sicurezza interna e gestione dei flussi migratori alla luce degli sviluppi registrati a Ceuta.
  • Viene evidenziato anche il rischio di successivi spostamenti di cittadini di Paesi terzi verso altri Stati Schengen, i cosiddetti “movimenti secondari”.
  • La Germania intende prorogare le verifiche su tutte le proprie frontiere terrestri oltre la metà di settembre 2026, senza aver ancora definito una nuova scadenza.

Parallelamente, la Germania ha annunciato l’intenzione di mantenere i controlli alle proprie frontiere interne anche oltre la scadenza prevista per la metà di settembre, senza indicare, per il momento, una nuova data di cessazione.

Il provvedimento italiano si inserisce in una tendenza ormai consolidata, che vede un ricorso sempre più frequente ai controlli temporanei all’interno dello spazio Schengen. Pur non interessando l’intero sistema di confini nazionali, la decisione potrebbe incidere sui collegamenti marittimi e aerei tra Italia e Spagna.

Per il trasporto su strada, gli effetti potrebbero riguardare soprattutto gli autisti che utilizzano i collegamenti in traghetto tra i due Paesi. Le imprese dovrebbero mettere in conto verifiche documentali aggiuntive, tempi operativi più lunghi nei porti e possibili ripercussioni sulle successive fasi del viaggio.

Perché l’Italia interviene adesso

Nella comunicazione inviata alla Commissione europea, l’Italia ha indicato che i controlli saranno applicati dal 1 agosto al 1 settembre 2026 e interesseranno le frontiere interne con la Spagna via aria e via mare.

Le autorità italiane collegano la scelta a una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna e la gestione dei flussi migratori.

Il contesto richiamato è quello di Ceuta, città autonoma spagnola nel Nord Africa, dove si sono registrati attraversamenti irregolari su larga scala da parte di cittadini di Paesi terzi.

Roma segnala inoltre il rischio che una parte delle persone possa poi spostarsi verso altri Paesi dell’area Schengen: nei documenti della Commissione europea questo fenomeno è indicato come rischio di movimenti migratori “secondari”.

Nessuna novità sui confini terrestri italiani

L’intervento italiano resta circoscritto. La reintroduzione dei controlli riguarda solo le frontiere interne marittime e aeree con la Spagna.

Di conseguenza, non si tratta di un ritorno generalizzato a controlli sistematici su tutti i valichi tra l’Italia e gli altri Stati Schengen.

Operativamente, l’impatto potenziale riguarda soprattutto i collegamenti in traghetto. Chi viaggia via mare tra Spagna e Italia può essere sottoposto a controlli documentali all’arrivo in porto o prima di riprendere la marcia.

Questo non implica automaticamente ritardi su ogni traversata. Tuttavia, durante il periodo di applicazione della misura non si possono escludere procedure più lunghe, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza.

Schengen: i controlli interni possono essere reintrodotti

I controlli alle frontiere interne nello spazio Schengen dovrebbero restare un’eccezione. Il Codice frontiere Schengen, però, consente agli Stati membri di ripristinarli temporaneamente quando esiste una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna.

In questi casi, le misure dovrebbero rimanere limitate a circostanze straordinarie e rispettare i criteri di necessità e proporzionalità. I controlli possono riguardare tutte le frontiere interne oppure essere concentrati su tratti specifici, porti o determinate connessioni.

La decisione è nazionale, ma richiede una notifica alla Commissione europea e agli altri Stati membri.

Germania: controlli destinati a proseguire oltre settembre

In parallelo all’annuncio italiano, anche la Germania si prepara a un’ulteriore proroga dei controlli interni. Il ministro federale dell’Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato che Berlino intende mantenere la possibilità di effettuare controlli anche dopo settembre 2026.

L’attuale assetto è previsto fino a metà settembre, ma il ministro non ha precisato la durata dell’eventuale estensione.

Secondo Dobrindt, l’obiettivo è consolidare i risultati finora ottenuti nella riduzione della migrazione irregolare. Ha inoltre parlato di controlli flessibili, modulabili in base all’evoluzione della situazione, richiamando ancora una volta Ceuta come parte del quadro di riferimento.

Controlli attivi su tutte le frontiere terrestri tedesche

La Germania ha introdotto i controlli su tutte le proprie frontiere terrestri il 16 settembre 2024, prorogandoli più volte.

Le verifiche riguardano i confini con:

  • Polonia,
  • Cechia,
  • Austria,
  • Svizzera,
  • Francia,
  • Lussemburgo,
  • Belgio,
  • Paesi Bassi,
  • Danimarca.

A febbraio 2026, il ministero dell’Interno tedesco ha esteso la misura per altri sei mesi, dal 15 marzo fino a metà settembre 2026.

Le dichiarazioni più recenti di Dobrindt indicano che i controlli potrebbero non interrompersi allo scadere di quella finestra. Al momento, però, Berlino non ha ancora pubblicato il calendario formale della prossima proroga.

Più attriti sulla mappa Schengen

Letti insieme, il provvedimento italiano e le intenzioni tedesche confermano come i controlli interni stiano diventando un elemento ricorrente nello spazio Schengen.

Per le imprese di autotrasporto, i controlli ai confini terrestri sono in genere i più critici: possono generare code, complicare la pianificazione dei tempi di transito e incidere sulle finestre di consegna.

Nel caso dell’Italia, la portata è più limitata e concentrata su collegamenti aerei e marittimi con la Spagna. Anche così, le attività che dipendono dalle traversate in traghetto — inclusi gli spostamenti di autisti e complessi veicolari tra i due Paesi — potrebbero risentire di controlli e procedure più lente.

Se l’Italia prevede di concludere il periodo di applicazione il 1° settembre 2026, la Germania ha già lasciato intendere che manterrà il proprio sistema di verifiche oltre la metà di settembre, in attesa di definire ufficialmente la prossima proroga.

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