Il voto di giovedì a Strasburgo ha evidenziato una netta spaccatura politica, ma anche la crescente determinazione degli eurodeputati a mettere ordine nel subappalto e nell’intermediazione di manodopera. La relazione che sostiene una strategia dell’UE per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori è stata approvata da 332 eurodeputati, osteggiata da 209, con 33 astensioni.
Il PE vuole regole più severe
La relazione adottata ieri dal PE invita la Commissione europea a presentare una direttiva ambiziosa sul subappalto e sugli intermediari del lavoro nell’ambito del previsto Quality Jobs Act. Gli eurodeputati sottolineano che lo sfruttamento dei lavoratori viola i diritti umani e distorce la concorrenza leale tra le imprese.
Il documento evidenzia che catene di subappalto estese possono portare a responsabilità poco chiare, retribuzioni più basse, peggioramento delle condizioni di sicurezza e occupazione instabile. Il Parlamento chiede, tra l’altro, rapporti di lavoro diretto più solidi nei settori ad alto rischio, tra cui rientra anche il trasporto.
La relazione prevede tra le altre cose.
- licenze per gli intermediari del lavoro valide in tutta l’UE,
- il divieto di addebitare commissioni ai lavoratori,
- la responsabilità solidale per salari e contributi lungo l’intera catena di subappalto.
Verrebbe inoltre rafforzata la cooperazione tra l’Autorità europea del lavoro (ELA), Europol e le autorità nazionali.
I dati citati nel dibattito mostrano che nel 2023 nell’Unione europea si sono verificati 3.298 incidenti sul lavoro mortali. Allo stesso tempo, Europol ha avvertito che l’86% delle reti criminali più pericolose nell’UE utilizza strutture aziendali legittime per condurre operazioni e riciclare denaro, con logistica e costruzioni particolarmente esposte.
Il trasporto su strada al centro della disputa
Negli ultimi mesi, la Commissione per l’occupazione del Parlamento europeo ha analizzato catene di subappalto lunghe e non trasparenti nel settore del trasporto su strada. La relazione ha sottolineato che questo comparto è particolarmente vulnerabile alle distorsioni generate dal subappalto multilivello dei servizi.
Come sottolineano UETR (l’Associazione europea degli autotrasportatori) ed ETF (la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti), il trasporto su strada è caratterizzato da margini ridotti, soprattutto nel segmento delle piccole e medie imprese. A loro avviso, il subappalto su più livelli accelera il calo delle tariffe di trasporto, indebolisce la posizione negoziale delle aziende più piccole e rende più difficile attrarre autisti qualificati in un contesto di carenza di manodopera.
Entrambe le organizzazioni hanno esortato gli eurodeputati a sostenere la relazione, richiamando la necessità di istituire un quadro giuridico a livello UE, introdurre trasparenza dei prezzi e responsabilità lungo la catena, e attuare un sistema efficace di sanzioni. A loro avviso, gli abusi nell’intermediazione di manodopera e nel subappalto favoriscono il dumping sociale e l’elusione delle norme fiscali e assicurative.
DSLV: una minaccia alla competitività e alla libertà di mercato
L’associazione tedesca dei trasporti DSLV ha una visione molto diversa dell’iniziativa del Parlamento. L’organizzazione ha messo in guardia contro restrizioni di legge sull’esternalizzazione dei servizi a partner specializzati.
Frank Huster, CEO di DSLV, sottolinea che “l’utilizzo di subappaltatori è un elemento sistemico della logistica, eppure talvolta viene deliberatamente stigmatizzato”. A suo avviso, collegare il subappalto allo sfruttamento non è affatto scontato e il trasporto non dovrebbe essere trattato come un settore che, per definizione, presenta un elevato rischio di abusi.
DSLV evidenzia che la logistica è fortemente segmentata in termini di funzioni e competenze e che l’organizzazione di catene di fornitura internazionali richiede la cooperazione con partner specializzati in documentazione, sdoganamento, magazzinaggio, trasbordo o trasporto attraverso diverse modalità. In Europa, poche aziende sono in grado di fornire tutti questi servizi in autonomia.
Secondo l’organizzazione tedesca, limitare il subappalto sarebbe una grave interferenza con la libertà di prestazione dei servizi e con la concorrenza, con il possibile risultato di una concentrazione del mercato, perdita di posti di lavoro e prezzi più elevati per i servizi logistici. DSLV avverte inoltre che l’introduzione della responsabilità solidale richiederebbe un controllo completo delle catene di fornitura globali, cosa che nella pratica non è realizzabile e genererebbe significativi oneri amministrativi.
L’organizzazione osserva che la tutela dei lavoratori è già regolata da un’ampia rete di norme nazionali e dell’UE, incluso il Pacchetto mobilità per il trasporto su strada. A suo avviso, la chiave è un’applicazione efficace del diritto vigente, non la creazione di nuove regolamentazioni.
Cosa succede ora con l’iniziativa?
La risoluzione del Parlamento è di natura politica e non crea direttamente diritto. Tuttavia, obbliga la Commissione europea a prendere posizione. Se accoglie le richieste degli eurodeputati, dovrebbe presentare una proposta di atto legislativo entro dodici mesi. In caso contrario, dovrà fornire una motivazione dettagliata del proprio rifiuto.
Per il settore dei trasporti, questo è un momento strategico. Da un lato, i sindacati e alcune organizzazioni di vettori vedono la regolamentazione come un’opportunità per arginare il dumping e rafforzare la concorrenza leale. Dall’altro, una parte della comunità imprenditoriale mette in guardia contro un’ingerenza eccessiva nei modelli operativi del settore.
Nel dibattito sul mercato unico, restano centrali anche i confini tra operazioni internazionali e nazionali, ad esempio in materia di cabotaggio.











