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La Cina accelera sull’elettrificazione del trasporto merci: obiettivo 1,6 milioni di camion entro il 2030

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La Cina entra in una nuova fase della transizione energetica nel trasporto merci su strada. L'obiettivo fissato dal Ministero dei Trasporti è ambizioso: superare entro il 2030 quota 1,6 milioni di veicoli pesanti a trazione alternativa in circolazione, consolidando la leadership del Paese in uno dei segmenti più complessi da decarbonizzare.

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La strategia segna il passaggio dalle sperimentazioni locali a una diffusione industriale su larga scala, mentre in Europa l’elettrificazione del trasporto merci procede ancora a ritmi più contenuti.

Infrastrutture: 3.000 stazioni dedicate e 30.000 chilometri di corridoi logistici

In un avviso pubblicato nel giugno 2026, il Ministero dei Trasporti cinese definisce come veicoli “a nuova energia” i mezzi per il trasporto merci superiori a 12 tonnellate alimentati esclusivamente o prevalentemente da tecnologie alternative al diesel, inclusi camion elettrici a batteria, modelli con sistemi di battery swap e veicoli a celle a combustibile alimentate a idrogeno.

Per sostenere l’espansione del parco circolante, Pechino punta a realizzare entro la fine del decennio circa 3.000 stazioni dedicate ai mezzi pesanti, tra punti di ricarica e strutture per la sostituzione rapida delle batterie.

Il piano prevede inoltre la creazione di una rete di corridoi logistici a zero emissioni lungo circa 30.000 chilometri di arterie strategiche, integrata con il sistema autostradale nazionale.

Le nuove aree di servizio e quelle sottoposte a riqualificazione dovranno incorporare infrastrutture per la ricarica e il battery swap oppure prevedere spazi adeguati per future installazioni. Parallelamente, le stazioni già operative saranno chiamate ad ampliare la capacità disponibile in funzione della crescita della domanda.

Rete elettrica e integrazione energetica

Uno degli aspetti più rilevanti del programma riguarda il coordinamento tra sviluppo delle infrastrutture di ricarica e pianificazione della rete elettrica.

Le linee guida ministeriali indicano interventi per il rafforzamento della distribuzione energetica, l’integrazione di fonti rinnovabili a livello locale e l’adozione di sistemi di ricarica nelle fasce orarie a minore domanda, con l’obiettivo di contenere i costi operativi.

Tra le tecnologie considerate strategiche figurano anche le sperimentazioni di ricarica bidirezionale, che potrebbero consentire ai camion elettrici di interagire con la rete contribuendo alla stabilità del sistema energetico.

L’Europa osserva con preoccupazione

Le dimensioni del piano cinese si inseriscono in un contesto che suscita crescenti preoccupazioni tra i costruttori europei.

Durante un incontro con la stampa internazionale a Södertälje, Christian Levin, presidente e CEO di Scania, ha evidenziato il ritardo accumulato dall’Europa nella transizione verso il trasporto merci elettrico.

Secondo Levin, la Cina avrebbe già elettrificato circa un quarto del mercato dei veicoli pesanti, mentre nell’Unione europea i camion elettrici a batteria hanno rappresentato soltanto il 2,4% delle immatricolazioni nel primo trimestre del 2026.

Per il manager svedese, la competitività industriale europea dipenderà dalla capacità di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture di ricarica, nella produzione di batterie e nella diffusione delle nuove tecnologie lungo l’intera filiera.

Incentivi e rinnovo del parco veicolare

L’elettrificazione è strettamente collegata ai programmi di rinnovo del parco circolante.

Il Ministero dei Trasporti incoraggia la progressiva sostituzione dei mezzi più datati con veicoli a trazione alternativa e invita le amministrazioni locali a utilizzare incentivi economici e strumenti regolatori per favorirne l’adozione.

Secondo Reuters, le politiche di sostegno al trade-in hanno già influenzato in modo significativo il mercato dei veicoli pesanti in Cina. I nuovi obiettivi potrebbero contribuire a ridurre ulteriormente il consumo di diesel e generare nuove opportunità di crescita per l’industria nazionale dei camion e delle batterie.

Lo stesso report evidenzia che nel 2025 i camion elettrici pesanti hanno già rappresentato quasi un terzo delle nuove vendite nel Paese, sostenuti da incentivi pubblici e dall’espansione delle infrastrutture.

Dalle aree industriali al trasporto a lungo raggio

Il piano non limita l’impiego dei veicoli elettrici agli utilizzi tradizionalmente più favorevoli, come porti, miniere o poli logistici.

Le autorità intendono promuovere l’adozione dei nuovi mezzi anche lungo le principali direttrici del trasporto merci nazionale, coinvolgendo grandi operatori logistici, aziende dell’express delivery e flotte di grandi dimensioni.

Tra i comparti considerati prioritari figurano il trasporto di materiali sfusi e le industrie ad alta intensità emissiva, tra cui siderurgia, attività estrattive, produzione energetica, metallurgia non ferrosa e industria chimica del carbone.

Parallelamente, resta centrale l’espansione nelle applicazioni a corto e medio raggio, comprese la distribuzione urbana, il trasporto containerizzato, i servizi postali e la logistica dell’ultimo miglio.

Assistenza, valore residuo e sicurezza

Accanto allo sviluppo infrastrutturale, il piano affronta alcune delle principali criticità operative che ancora limitano la diffusione dei camion elettrici.

Le autorità puntano a migliorare la disponibilità di componenti per batterie, sistemi elettronici e propulsori elettrici, riducendo i tempi di approvvigionamento e ampliando le possibilità di intervento da parte delle reti di assistenza autorizzate.

Particolare attenzione viene dedicata anche alla creazione di strumenti per la valutazione dell’usato, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sul valore residuo dei veicoli e ridurre l’incertezza per gli operatori.

Sul fronte assicurativo, il governo incoraggia lo sviluppo di coperture dedicate basate su parametri quali stato della batteria, utilizzo del veicolo e storico della manutenzione.

Il programma prevede inoltre una diffusione più ampia di sistemi avanzati di sicurezza, tra cui frenata automatica d’emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco e dispositivi di visione panoramica, oltre al rafforzamento della formazione degli autisti e delle procedure operative.

Una strategia industriale che guarda oltre la decarbonizzazione

L’iniziativa conferma come l’elettrificazione del trasporto pesante sia ormai parte integrante della politica industriale cinese. L’obiettivo non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni, ma anche il consolidamento della leadership tecnologica nelle batterie, nelle infrastrutture energetiche e nei veicoli commerciali di nuova generazione.

Per l’Europa, il programma rappresenta un ulteriore segnale della velocità con cui la Cina sta costruendo un vantaggio competitivo in un settore destinato a svolgere un ruolo centrale nella trasformazione della logistica globale.

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