Secondo il sindacato, si tratterebbe di un intervento “inaccettabile”, che rischia di ridurre gli spazi di mobilitazione in uno dei settori più attivi sul piano sindacale negli ultimi anni.
La presa di posizione dell’USB arriva in un momento delicato. Il Comitato Europeo dei Diritti Sociali ha recentemente criticato l’Italia per le limitazioni ritenute eccessive al diritto di sciopero. Secondo il sindacato, invece di recepire tali osservazioni, le istituzioni starebbero valutando un’ulteriore estensione dei vincoli anche alla logistica.
“Non è un servizio pubblico essenziale”
Al centro della contestazione c’è l’assimilazione della logistica ai servizi pubblici essenziali. Per l’USB, il settore rappresenta un pilastro dell’economia privata e non può essere sottoposto alle stesse regole restrittive.
Il sindacato sottolinea come negli ultimi anni le mobilitazioni dei lavoratori – magazzinieri, corrieri, autisti e facchini – abbiano contribuito a ottenere miglioramenti contrattuali e a contrastare fenomeni di irregolarità, inclusa l’evasione fiscale e contributiva.
Le preoccupazioni del sindacato
Secondo l’USB, limitare ulteriormente il diritto di sciopero significherebbe indebolire la capacità dei lavoratori di difendere le proprie condizioni in un comparto caratterizzato da criticità strutturali: precarietà, sistema degli appalti e un elevato numero di infortuni e incidenti sul lavoro.
Il sindacato denuncia inoltre il rischio che nuove restrizioni possano favorire le grandi imprese, riducendo il potere contrattuale dei lavoratori.
Un tema destinato al confronto
La questione resta aperta e si inserisce in un dibattito più ampio sull’equilibrio tra diritto di sciopero e continuità dei servizi. L’USB ribadisce che lo sciopero è un diritto costituzionale e non una concessione, respingendo ogni ipotesi di ulteriori limitazioni.
Il confronto tra istituzioni e parti sociali si preannuncia quindi acceso, con possibili sviluppi nelle prossime settimane sul piano normativo e politico.









