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Merci pericolose, Bruxelles apre una procedura d’infrazione contro 14 Paesi UE

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La Commissione contesta il mancato recepimento completo delle nuove regole sui controlli stradali dei veicoli ADR. Gli Stati coinvolti hanno due mesi per rispondere.

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La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti di 14 Stati membri per la mancata comunicazione del recepimento completo delle nuove norme europee sui controlli su strada dei veicoli che trasportano merci pericolose.

Le lettere di costituzione in mora sono state inviate a Belgio, Bulgaria, Cechia, Grecia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania e Svezia.

L’iniziativa, annunciata il 15 luglio 2026, concede ai governi interessati due mesi per fornire chiarimenti e comunicare le misure adottate. Se le risposte non saranno considerate soddisfacenti, Bruxelles potrà inviare un parere motivato, aprendo la fase successiva della procedura.

Nuova lista di controllo e classificazione delle infrazioni

Al centro della contestazione c’è la direttiva delegata (UE) 2025/1801, che aggiorna le modalità dei controlli stradali nel trasporto di merci pericolose.

Il provvedimento sostituisce la lista di controllo utilizzata dagli organi ispettivi e rivede l’elenco delle possibili violazioni, associandole alle rispettive classi di rischio. L’obiettivo è adeguare le verifiche ai progressi tecnici e scientifici e rendere più omogenea l’attività di controllo nei diversi Paesi dell’Unione.

Gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la direttiva entro il 23 giugno 2026. Secondo la Commissione, i 14 Paesi coinvolti non hanno notificato entro il termine le disposizioni nazionali necessarie a dimostrare l’attuazione integrale delle nuove regole.

Il quadro aggiornato riguarda, tra gli altri elementi, la documentazione di trasporto, le qualifiche del conducente, l’omologazione dei veicoli, le marcature ADR, le dotazioni di sicurezza, il fissaggio del carico e le condizioni di cisterne e colli.

Resta centrale la classificazione delle violazioni in base alla loro gravità. Nei casi più seri, le autorità possono imporre interventi immediati e disporre anche il fermo del veicolo.

Le ispezioni continuano

L’apertura della procedura d’infrazione non comporta la sospensione dei controlli nei Paesi interessati. Continuano infatti ad applicarsi gli obblighi ADR già in vigore, insieme alle norme nazionali che disciplinano verifiche e sanzioni.

La contestazione riguarda invece l’effettiva integrazione della nuova lista di controllo e delle classificazioni aggiornate nel diritto interno, oltre alla loro formale comunicazione alla Commissione.

La lettera di costituzione in mora rappresenta il primo passaggio del procedimento previsto dai Trattati europei. In questa fase non è stata adottata alcuna decisione giudiziaria e non sono state applicate sanzioni economiche. L’esito dipenderà ora dalle risposte che i 14 governi trasmetteranno a Bruxelles entro il termine stabilito.

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