Al centro del sistema c’è Veilig Vrachtvervoer, piattaforma gestita da ID Logsecure. Le imprese aderenti potranno negare l’accesso ai conducenti segnalati per precedenti casi di sottrazione di carichi completi e, allo stesso tempo, condividere le informazioni con gli altri operatori autorizzati.
Un fenomeno criminale mirato alla catena logistica
L’autorità olandese evidenzia come l’iniziativa risponda a una forma specifica e crescente di criminalità: gruppi che si presentano come vettori regolari, utilizzando documenti falsi o sfruttando indebitamente dati reali di aziende esistenti per ritirare la merce. Una volta preso in consegna il carico, questo scompare, con danni economici che possono raggiungere cifre milionarie.
Si tratta di un modello di frode che sfrutta le vulnerabilità informative della supply chain e che rende necessario un rafforzamento dei meccanismi di verifica dell’identità lungo tutta la filiera.
Non una blacklist, ma uno scambio regolato di dati
Pur essendo talvolta definita impropriamente una “blacklist”, la piattaforma non configura una lista nera in senso tecnico. L’accesso è subordinato ad autorizzazione e al rispetto di un protocollo validato dall’autorità privacy.
Lo scambio di informazioni è soggetto a regole stringenti, poiché può includere dati personali collegati a profili di rilevanza penale. Il modello adottato punta quindi a bilanciare tutela dei dati e prevenzione delle frodi, in un contesto normativo europeo particolarmente rigoroso.
ID Logsecure è specializzata nella verifica dell’identità dei conducenti e utilizza tecnologie di scansione progettate per individuare documenti contraffatti e ridurre il rischio di frodi identitarie nelle operazioni logistiche.
L’approvazione si inserisce in un percorso già avviato: nel 2025 la stessa autorità aveva autorizzato il protocollo Gatekeeper per porti, aeroporti e altri siti logistici sensibili, consentendo — a condizioni restrittive — di negare l’accesso a soggetti collegati a reati gravi.
Un problema strutturale in Europa
La decisione arriva in un contesto in cui il furto di merce resta un fenomeno strutturale in Europa. Secondo TAPA EMEA, oltre il 90% delle perdite di carico registrate nel proprio database riguarda attacchi ai veicoli.
Le organizzazioni criminali agiscono attraverso effrazioni nei depositi, assalti ai mezzi in sosta, ma anche tramite documentazione falsa e uso illecito di identità aziendali. Germania, Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito figurano con frequenza tra i Paesi più colpiti nelle segnalazioni europee.
Alla vulnerabilità operativa si aggiunge un problema infrastrutturale: la cronica carenza di parcheggi sicuri per mezzi pesanti in Europa aumenta l’esposizione ai furti quando i camion sono costretti a sostare in aree non protette.
Verso una governance più integrata del rischio
A completare il quadro intervengono i controlli su strada, che mostrano quali irregolarità emergano nelle verifiche e come le autorità stiano cercando di rafforzare la sicurezza lungo l’intera filiera del trasporto.
L’iniziativa olandese rappresenta un passaggio significativo verso una gestione più strutturata del rischio nella supply chain, fondata sulla cooperazione tra operatori privati e autorità pubbliche. La sfida sarà mantenere un equilibrio sostenibile tra esigenze di sicurezza, rispetto della privacy e responsabilità condivisa tra gli attori della logistica europea.








