Nel corso del prossimo anno, i vettori dovranno confrontarsi con rincari tariffari, l’estensione dei pedaggi a nuove tratte e riforme strutturali dei sistemi di riscossione in numerosi Paesi. Per il settore, ciò implica una revisione delle tariffe, una ricalibrazione delle rotte e una nuova valutazione della redditività dei contratti.
Austria: tariffe ambientali più elevate e fine delle vignette adesive
Dal 1° gennaio 2026, l’Austria introdurrà nuove tariffe di pedaggio per i camion, calcolate in base al numero di assi, alle emissioni di CO₂ e al livello di rumorosità del veicolo. Le aliquote più basse riguarderanno i veicoli a zero emissioni – ad esempio 5,77 euro per un camion a due assi su 100 chilometri – mentre le più alte, fino a 61,27 euro, si applicheranno ai mezzi appartenenti alla classe di emissione 1.
La sanzione massima per evasione del pedaggio aumenterà da 240 a 270 euro. Parallelamente, dal 1° dicembre 2026 le vignette adesive tradizionali verranno definitivamente ritirate e sostituite dalla versione digitale.
Il governo austriaco sottolinea che l’obiettivo è incentivare l’adozione di veicoli a zero emissioni e favorire il trasferimento modale verso la ferrovia, senza introdurre nuove imposte. Le associazioni di categoria, tuttavia, avvertono che gli aumenti rischiano di riflettersi sui costi complessivi del trasporto pesante e, a cascata, sui prezzi delle merci.
Belgio: indicizzazione delle tariffe e revisione per i veicoli a zero emissioni
Importanti modifiche al sistema di pedaggio per i camion entreranno in vigore in Belgio il 1° gennaio e il 1° luglio 2026. Gli operatori ricordano che i dispositivi di bordo saranno aggiornati automaticamente per applicare correttamente le nuove tariffe.
In Vallonia, l’aumento scatterà all’inizio di gennaio 2026. L’indicizzazione delle tariffe si basa sull’indice dei prezzi al consumo di agosto 2025, riflettendo l’andamento dei costi di beni e servizi nel Paese. L’adeguamento medio previsto per gennaio 2026 è pari a +1,91%.
Tariffe (IVA esclusa) applicabili in Vallonia dal 1° gennaio 2026:
| Euro 0 (€/km) | Euro 1 (€/km) | Euro 2 (€/km) | Euro 3 (€/km) | Euro 4 (€/km) | Euro 5 (€/km) | Euro 6 (€/km) | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Veicoli > 3,5 t e < 12 t | 0,113 | 0,113 | 0,113 | 0,113 | 0,084 | 0,070 | 0,056 |
| Veicoli ≥ 12 t e ≤ 32 t | 0,220 | 0,220 | 0,220 | 0,220 | 0,191 | 0,177 | 0,163 |
| Veicoli > 32 t | 0,251 | 0,251 | 0,251 | 0,251 | 0,222 | 0,208 | 0,194 |
Nelle Fiandre e a Bruxelles, le tariffe continuano a essere indicizzate annualmente a partire da luglio.
Dal 1° gennaio 2026, a Bruxelles e nelle Fiandre cambierà anche il trattamento dei veicoli a zero emissioni: la componente dei costi esterni resterà azzerata fino alla fine del 2029, mentre la quota infrastrutturale salirà all’80% (dopo la riduzione totale applicata nel 2024–2025). In Vallonia, i veicoli a zero emissioni resteranno assimilati alla classe Euro 6 e le tariffe saranno indicizzate in linea con l’aumento dei costi infrastrutturali.
Gli operatori raccomandano di verificare che gli OBU siano accesi e aggiornati prima di utilizzare le strade a pedaggio: l’aggiornamento richiede pochi minuti, ma per dispositivi inattivi da oltre sei mesi potrebbero essere necessari più passaggi.
Cechia: tariffe in aumento e maggiore peso alle emissioni di CO₂
Dal 1° gennaio 2026, la Repubblica Ceca introdurrà un nuovo listino dei pedaggi a seguito dell’aggiornamento del Regolamento governativo n. 240/2014. Le modifiche prevedono sia aumenti tariffari sia l’estensione della rete soggetta a pedaggio, con la componente CO₂ ormai centrale nel calcolo delle tariffe.
Sulle autostrade, gli incrementi resteranno contenuti, tra lo 0,7% e l’1,5%. Molto più consistenti saranno invece gli aumenti sulle strade di classe I, dove le tariffe per i camion cresceranno dal 10,2% fino al 41,8%. Un livello di adeguamento direttamente legato all’aumento dei sovrapprezzi per le emissioni di CO₂.
I rincari più marcati colpiranno i veicoli con classi di emissione CO₂ più basse, in particolare i complessi più pesanti e le configurazioni a quattro e cinque assi. Contestualmente, nuove tratte – incluse sezioni delle D1, D35 e D55 – entreranno nel sistema di pedaggio, con un impatto significativo per i vettori attivi in Moravia e nella regione di Olomouc.
Il nuovo schema tariffario rafforza il principio del “chi inquina paga”. Le tariffe si compongono di quattro elementi: infrastruttura, inquinamento atmosferico, rumore ed emissioni di CO₂, oggi la componente più variabile. Le differenze tra le cinque classi di CO₂ possono tradursi in scostamenti di costo anche di diverse decine di punti percentuali.
Francia: aumento contenuto, ma trend strutturalmente al rialzo
Dal 1° febbraio 2026, i pedaggi francesi aumenteranno in media dello 0,87%. I concessionari hanno proposto adeguamenti compresi tra lo 0,82% e lo 0,95%, in linea con i contratti di concessione di lungo periodo che collegano i pedaggi all’inflazione e agli investimenti programmati.
L’incremento previsto resta inferiore sia al tasso di inflazione del 2025 sia alla previsione della Banque de France per il 2026 (1,3%). Si tratta di uno degli aumenti più contenuti dall’inizio della pandemia: per confronto, nel 2023 i pedaggi erano saliti del 4,75%, nel 2024 del 3% e nel 2025 dello 0,92%.
Paesi Bassi: addio Eurovignetta e pedaggio chilometrico integrale
Uno dei cambiamenti più strutturali arriverà dai Paesi Bassi. Dal 1° luglio 2026, la Eurovignetta verrà abolita e sostituita da un sistema di pedaggio basato sui chilometri percorsi e sulla classe di emissione CO₂ del veicolo. Il nuovo modello coprirà quasi tutte le autostrade, numerose strade nazionali e alcune tratte locali in prossimità dei grandi centri urbani.
Il sistema interesserà i veicoli N2 e N3 con massa superiore a 3,5 tonnellate, indipendentemente dal Paese di immatricolazione. La tariffa dipenderà dal peso e dalla classe di emissione CO₂: più il veicolo è leggero e pulito, minore sarà il costo chilometrico.
La tariffa media per il 2026 è fissata a 19,1 centesimi di euro/km.
Esempi di tariffe:
- Euro 6, 16 t: 16,0 centesimi €/km
- stesso veicolo elettrico: 3,5 centesimi €/km
- Euro 6, >32 t: 20,1 centesimi €/km
- equivalente a zero emissioni: 3,8 centesimi €/km
Il sistema sarà interamente elettronico: ogni camion dovrà essere dotato di OBU, senza barriere fisiche o caselli tradizionali.
Romania: dalla vignetta al pedaggio chilometrico
Dal 1° luglio 2026, la Romania abbandonerà il sistema delle vignette per i veicoli sopra le 3,5 tonnellate, introducendo il pedaggio elettronico TollRo basato sui chilometri percorsi. Il sistema coprirà autostrade, superstrade e principali arterie nazionali.
Tariffe previste (lei/km):
| GVW massimo | Euro 6 | Euro 5–4 | Euro 3–0 |
|---|---|---|---|
| > 3,5 t e ≤ 7,5 t | 0,0535 | 0,0615 | 0,0695 |
| > 7,5 t e < 12 t | 0,0908 | 0,1044 | 0,1180 |
| ≥ 12 t | 0,1523 | 0,1752 | 0,1980 |
Le prime simulazioni indicano un aumento sensibile dei costi per molte imprese, soprattutto in presenza di elevati chilometraggi interni.
Polonia: forte aumento dell’e-TOLL ed estensione della rete
Una delle modifiche più incisive nell’Europa centro-orientale arriva dalla Polonia. Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore l’indicizzazione delle tariffe, mentre da febbraio 2026 i pedaggi del sistema e-TOLL aumenteranno complessivamente del 40–42%. Gli incrementi riguarderanno autostrade, superstrade e selezionate strade nazionali per i veicoli oltre 3,5 tonnellate e per gli autobus.
Le nuove tariffe dell’e-TOLL per chilometro, applicabili dal 1° gennaio 2026 sulle strade di classe A e S (autostrade e superstrade) e GP e G (strade principali), sono le seguenti (tariffe in złoty per km):
| Categoria del veicolo | Categoria di strada | max. Euro 2 | Euro 3 | Euro 4 | min. Euro 5 |
|---|---|---|---|---|---|
| Veicoli > 3,5 t e < 12 t | A e S | 0,60 | 0,52 | 0,43 | 0,31 |
| GP e G | 0,49 | 0,43 | 0,35 | 0,25 | |
| Veicoli ≥ 12 t | A e S | 0,80 | 0,69 | 0,56 | 0,42 |
| GP e G | 0,62 | 0,56 | 0,45 | 0,32 | |
| Autobus > 9 posti | A e S | 0,60 | 0,52 | 0,43 | 0,31 |
| GP e G | 0,49 | 0,43 | 0,35 | 0,25 |
Un’ulteriore svolta scatterà il 1° febbraio 2026, quando il sistema e-TOLL verrà esteso di circa 645 km di nuove tratte a pedaggio, un ampliamento inizialmente previsto per dicembre 2025. Con questa estensione, la lunghezza complessiva della rete raggiungerà circa 5.869 km, includendo tra l’altro tratti dell’autostrada A2 tra Kałuszyn e Siedlce e sezioni selezionate delle arterie S1, S3, S5, S7, S11, S12, S14, S16, S17, S52, S61, oltre alle strade nazionali DK8, DK12, DK50 e DK91.
Il Ministero delle Infrastrutture sottolinea che gli aumenti mirano a coprire i crescenti costi di manutenzione della rete stradale e ribadisce che, nonostante le revisioni, le tariffe medie resteranno tra le più basse d’Europa. A titolo di esempio, il costo per 1 km di autostrada per il veicolo EURO 6 più pesante sarà pari a 0,56 złoty, sensibilmente inferiore rispetto a Paesi come Repubblica Ceca, Germania o Austria.
Secondo la Valutazione di Impatto della Regolazione, i ricavi del sistema e-TOLL nel 2026 dovrebbero salire a circa 6,6 miliardi di złoty. Il settore del trasporto avverte tuttavia che un aumento così marcato, combinato con il caro carburante, la pressione salariale e la crescente concorrenza proveniente dall’Est, comporterà un’ulteriore erosione dei margini e obbligherà molte imprese a cercare risparmi che, in numerosi casi, risultano già esauriti.
Ungheria: il chilometro più caro di sempre
In Ungheria, nel 2026 aumenteranno le tariffe base delle infrastrutture in tutte le categorie. I rincari più pesanti interesseranno i camion a 3–5 assi, con costi autostradali che potranno raggiungere 150–170 fiorini/km.
| Categoria | Autostrada | Strada principale |
|---|---|---|
| J2 | 65,89 | 53,30 |
| J3 | 105,32 | 88,15 |
| J4 | 163,26 | 150,97 |
| J5 | 170,94 | 157,05 |
Percorrere 400 km in categoria J4 potrà costare oltre 65.000 fiorini, mentre le imprese affrontano già costi record per carburante, salari, manutenzione e assicurazioni. Inoltre, il sistema consente ora adeguamenti tariffari anche infrannuali.
Denominatore comune
Nonostante le differenze nazionali, la direzione è univoca. L’Europa sta accelerando verso un modello di pedaggio fondato sul principio del “chi inquina paga”, favorendo i veicoli a zero emissioni e aumentando progressivamente il costo del trasporto stradale tradizionale.
Per i vettori, il 2026 significherà chilometri più cari, pianificazione delle rotte più complessa, investimenti nella flotta e una rinegoziazione sempre più serrata delle tariffe con i clienti. In un settore dai margini sottili, ogni centesimo per chilometro diventerà decisivo.






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