Ad aprile le imprese di autotrasporto tornano a fare i conti con il rimborso delle accise sul gasolio. Quest’anno però la procedura non è routine: il primo trimestre 2026 introduce una variabile che cambia tutto — due aliquote diverse nello stesso periodo.
Dal 1° al 30 aprile è possibile presentare la domanda per recuperare parte delle accise pagate tra gennaio e marzo. Il beneficio resta riservato ai veicoli sopra le 7,5 tonnellate Euro V o superiori, ma la gestione pratica è decisamente più complessa rispetto al passato.
Il punto chiave è il cambio normativo entrato in vigore il 19 marzo 2026. Fino a quella data, l’accisa sul gasolio era fissata a 672,90 euro per mille litri. Dal giorno successivo è scesa a 472,90 euro.
Questo significa che lo stesso trimestre deve essere diviso in due blocchi distinti — con rimborsi diversi e calcoli separati. Per le imprese non è solo una questione contabile: cambia il modo di gestire dati, documenti e dichiarazioni.
Non è il rimborso a cambiare, ma la gestione
In termini pratici, chi utilizza gasolio tradizionale si trova davanti a due livelli di rimborso:
- uno più alto per i consumi fino al 18 marzo
- uno molto più basso per quelli successivi
Il risultato è un sistema meno lineare, in cui l’errore è dietro l’angolo, soprattutto per chi non ha una tracciabilità precisa dei rifornimenti.
La situazione si complica ulteriormente per chi utilizza carburanti alternativi come l’HVO: qui entrano in gioco anche i criteri di sostenibilità europei, che determinano quale aliquota applicare.
Più burocrazia, più rischio di errore
Il vero problema non è tanto l’importo del rimborso, quanto la sua gestione operativa.
Le aziende devono:
- distinguere i consumi per periodo
- verificare la tipologia di carburante
- compilare sezioni diverse della dichiarazione
Un processo che richiede precisione e tempo, in un contesto in cui molte imprese sono già sotto pressione per costi e margini.
Un passaggio tecnico che pesa sulla filiera
Il rimborso accise resta uno strumento fondamentale per l’equilibrio economico del trasporto stradale.
Ma questo primo trimestre 2026 dimostra una cosa chiara: anche una modifica fiscale apparentemente tecnica può tradursi in maggiore complessità operativa per le imprese.
E in un settore dove i margini sono già ridotti, anche la burocrazia diventa un costo.








