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Si prepara un nuovo Pacchetto Mobilità per l’autotrasporto. Cosa cambierà?

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Il nuovo pacchetto europeo sulla mobilità equa dei lavoratori punta a rafforzare il ruolo dell’Autorità europea del lavoro (ELA) anche nel settore dell’autotrasporto. La proposta della Commissione prevede un maggiore accesso alle informazioni sulle attività transfrontaliere, nuove capacità di analisi del rischio e un ruolo più attivo nel coordinamento delle ispezioni tra gli Stati membri.

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La proposta in sintesi:

  • L’ELA avrebbe un accesso più ampio ai dati contenuti in sistemi come IMI, ERRU ed EESSI.
  • L’Autorità potrebbe proporre autonomamente controlli coordinati o ispezioni congiunte oltre frontiera.
  • Le sue valutazioni del rischio dovrebbero aiutare le autorità nazionali a indirizzare meglio le verifiche.
  • Per le imprese di trasporto diventerebbe ancora più importante mantenere coerenti e aggiornati i dati registrati nei diversi sistemi amministrativi.
  • Il pacchetto comprende anche qualifiche professionali in formato digitale e criteri comuni per riconoscere i titoli conseguiti fuori dall’UE. Secondo la Commissione, procedure che oggi richiedono in media 14 mesi potrebbero concludersi in quattro.

La Commissione europea ha presentato il pacchetto per una mobilità equa dei lavoratori il 15 settembre 2026. L’iniziativa comprende una comunicazione e cinque proposte legislative riguardanti, tra l’altro, il Pass europeo per la sicurezza sociale, la portabilità delle competenze, il rafforzamento dell’Autorità europea del lavoro e il riconoscimento delle qualifiche professionali, comprese quelle ottenute fuori dall’UE.

Per l’autotrasporto, la revisione del mandato dell’ELA potrebbe essere uno degli elementi più rilevanti. Le norme che disciplinano le operazioni di trasporto non cambierebbero, ma le autorità avrebbero strumenti più ampi per verificare il rispetto degli obblighi legati alla mobilità dei lavoratori e al distacco dei conducenti.

Più dati a disposizione dell’ELA

Uno dei punti centrali della proposta riguarda il potenziamento della capacità di analisi dell’ELA. Il mandato dell’Autorità includerebbe esplicitamente anche le norme sui conducenti distaccati nel settore dell’autotrasporto. Inoltre, l’ELA potrebbe utilizzare alcune funzioni del Registro europeo delle imprese di trasporto su strada (ERRU) per coordinare i controlli e preparare le valutazioni del rischio.

L’ELA potrebbe inoltre utilizzare più ampiamente le informazioni disponibili nel Sistema di informazione del mercato interno (IMI) e nel sistema di scambio elettronico delle informazioni sulla sicurezza sociale (EESSI).

Secondo la Commissione, l’accesso a un numero maggiore di fonti consentirebbe all’ELA di elaborare valutazioni del rischio più precise e alle autorità nazionali di concentrare i controlli sui casi più rilevanti.

L’impatto potrebbe essere particolarmente significativo nell’autotrasporto, dove una singola operazione internazionale coinvolge spesso più sistemi informativi e documenti. Le informazioni sull’impresa, sul distacco del conducente, sul rapporto di lavoro o sulla copertura previdenziale possono infatti provenire da fonti diverse.

Controlli transfrontalieri anche su iniziativa dell’ELA

La proposta attribuirebbe all’ELA un ruolo più attivo nell’organizzazione della collaborazione tra gli organismi di controllo dei diversi Stati membri. L’Autorità europea del lavoro potrebbe proporre autonomamente un’ispezione coordinata o congiunta.

La proposta non creerebbe però un organismo europeo autorizzato a controllare autonomamente le imprese di trasporto, senza il coinvolgimento delle autorità nazionali. Le verifiche continuerebbero a essere svolte con la partecipazione delle amministrazioni competenti degli Stati membri.

La novità principale sarebbe quindi il ruolo più incisivo dell’ELA nell’avviare la cooperazione, coordinare le attività transfrontaliere e utilizzare le valutazioni del rischio a supporto dei controlli nazionali.

La coerenza dei dati sarà sempre più decisiva

L’utilizzo di un numero maggiore di informazioni nelle analisi del rischio potrebbe accrescere l’importanza dei dati trasmessi dalle aziende ai sistemi amministrativi. Le dichiarazioni di distacco, i dati dell’impresa, i turni di lavoro dei conducenti, le informazioni sulle retribuzioni e la documentazione previdenziale possono essere gestiti su piattaforme diverse e consultati da più autorità.

Di conseguenza, il rispetto delle norme non dipenderebbe soltanto dalla corretta esecuzione del trasporto, ma anche dalla precisione, dall’aggiornamento e dalla coerenza dei dati presenti nei diversi archivi. La Commissione ritiene che un accesso più ampio dell’ELA alle informazioni possa migliorare le valutazioni del rischio e consentire alle amministrazioni nazionali di selezionare i controlli con maggiore accuratezza.

Per le imprese di trasporto, la qualità dei dati registrati nei sistemi amministrativi potrebbe quindi incidere sempre di più sul modo in cui le autorità valutano il rispetto delle norme e preparano le ispezioni.

Riconoscimento più rapido delle qualifiche extra UE

Il rafforzamento dell’ELA è soltanto una parte del pacchetto. La Commissione propone anche misure per semplificare l’assunzione di lavoratori in possesso di qualifiche conseguite fuori dall’Unione europea. Le nuove disposizioni introdurrebbero criteri comuni per il riconoscimento dei titoli e favorirebbero il ricorso a procedure digitali.

Secondo la Commissione, il riconoscimento delle qualifiche ottenute fuori dall’UE richiede oggi in media 14 mesi. Le misure proposte dovrebbero ridurre i tempi a quattro mesi.

La modifica potrebbe interessare le aziende di trasporto che reclutano lavoratori nei mercati extra-UE. Non significherebbe, tuttavia, che ogni qualifica professionale posseduta da un conducente verrebbe riconosciuta automaticamente. Le proposte riguardano in generale i titoli ottenuti fuori dall’UE, mentre l’accesso alla professione di conducente e la documentazione necessaria continuerebbero a essere disciplinati dalle norme specifiche del settore.

Le qualifiche verso un portafoglio digitale

Un altro elemento della riforma è la proposta di legge sulla portabilità delle competenze. La Commissione intende creare credenziali digitali per le qualifiche, accessibili attraverso il Portafoglio europeo di identità digitale. Il sistema dovrebbe aiutare i lavoratori a presentare i propri titoli in altri Paesi e consentire ai datori di lavoro e alle autorità di verificarne l’autenticità e confrontarli oltre frontiera.

Nel settore del trasporto e della logistica, lo strumento potrebbe essere utile per il reclutamento di conducenti, pianificatori dei trasporti, meccanici e personale tecnico, quando la qualifica interessata rientri nei sistemi nazionali applicabili.

Una credenziale digitale, da sola, non attesterebbe però l’equivalenza di una qualifica né autorizzerebbe a esercitare una professione regolamentata.

Per l’autotrasporto restano decisive le norme di settore

Le modifiche al riconoscimento delle qualifiche professionali avrebbero un impatto diretto limitato sui conducenti impegnati nelle operazioni di autotrasporto.

Per i conducenti di veicoli pesanti, i requisiti di accesso alla professione, le qualifiche e i documenti obbligatori sono disciplinati soprattutto dalla normativa specifica del settore. Il pacchetto potrebbe comunque incidere sul reclutamento di altri professionisti del trasporto e della logistica, oltre che sulle modalità con cui le qualifiche vengono documentate nei rapporti di lavoro transfrontalieri.

Per ora sono soltanto proposte

Il pacchetto presentato dalla Commissione europea il 15 settembre 2026 non ha ancora forza di legge. Ogni proposta dovrà seguire l’iter legislativo dell’UE, che coinvolge il Parlamento europeo e il Consiglio.

La Commissione prevede un’introduzione graduale delle nuove misure dopo la loro approvazione. Per quanto riguarda il mandato rivisto dell’Autorità europea del lavoro, gli interventi necessari per migliorare il sistema dovrebbero essere realizzati tra il 2028 e il 2030.

Se le proposte verranno adottate, l’ELA avrà un ruolo più importante nell’analisi dei dati, nel coordinamento tra le autorità nazionali e nella preparazione dei controlli transfrontalieri. Per l’autotrasporto, il principale cambiamento potrebbe non riguardare l’introduzione di nuovi obblighi operativi, ma il modo in cui le autorità utilizzeranno le informazioni già raccolte nei sistemi europei.

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