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Camion, il mercato italiano rallenta: diesel ancora protagonista, elettrico in ritirata

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Nel primo trimestre 2026 l'Italia registra una crescita moderata delle immatricolazioni, ma i veicoli ricaricabili arretrano. Nel resto d'Europa il mercato segna un +10,7%, trainato ancora dal motore termico.

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In Italia le immatricolazioni di camion oltre 3,5 tonnellate crescono del 6,5% nel primo trimestre 2026, raggiungendo 7.549 unità. A trainare la ripresa è quasi esclusivamente il diesel, in aumento del 7,9%.

I veicoli ricaricabili registrano invece un significativo arretramento: -18,6%, fermandosi a sole 118 unità. Nel segmento dei pesanti oltre 16 tonnellate – il cuore del trasporto merci a lunga percorrenza – le immatricolazioni elettriche sono appena 20.

L’Italia si conferma così tra i mercati europei più distanti dalla transizione elettrica nel settore dei veicoli commerciali pesanti.

Il quadro europeo: mercato in ripresa, diesel oltre il 92%

Nel contesto europeo, il primo trimestre 2026 segna una svolta positiva: le immatricolazioni di camion oltre 3,5 tonnellate crescono del 10,7% nell’Unione europea, raggiungendo 81.766 unità rispetto alle 73.873 dello stesso periodo del 2025.

Secondo i dati ACEA, per ogni nuovo camion ricaricabile immesso sul mercato UE, i diesel ne hanno aggiunti più di sette. La quota diesel si attesta al 92,4% del totale, con 75.526 nuove immatricolazioni contro le 68.054 dell’anno precedente. I veicoli ricaricabili salgono al 4,4% (da 3,5%), passando da 2.568 a 3.599 unità.

Nel segmento chiave sopra le 16 tonnellate – cruciale per il trasporto a lunga distanza – la crescita è stata del +12,6%, a 69.608 unità. Di queste, 65.595 sono diesel (+13,1%), mentre i ricaricabili pesanti, pur raddoppiando quasi (+80,6%), raggiungono soltanto 1.624 unità, pari al 2,3% del segmento.

Germania in testa, anche nell’elettrico

La Germania si conferma il primo mercato europeo con 18.810 immatricolazioni complessive (+6,9%). Qui i ricaricabili raggiungono 1.387 unità (+58,9%), il valore più elevato tra i principali mercati analizzati. Nonostante ciò, il diesel mantiene una quota attorno al 91%. Nel segmento pesante, su 13.601 unità immatricolate, 12.807 sono diesel e solo 497 ricaricabili.

Francia in calo sul totale, ma elettrico in crescita

La Francia è l’unico grande mercato a registrare una flessione complessiva (-1,4%, a 11.185 unità). Diesel (+1,7%) e ricaricabili (+66,3%) sono tuttavia entrambi in crescita: la contrazione riguarda principalmente la categoria residuale “altri”.

Spagna in forte ripresa, Polonia record

La Spagna segna un +17,1% a 8.231 unità, con il diesel in crescita del 19%. I ricaricabili calano dell’11,9% e mantengono una quota attorno all’1%.

La Polonia registra l’incremento più marcato di tutto il continente: +32,8%, passando da 6.321 a 8.397 unità. La dinamica è quasi interamente attribuibile al diesel (+32,3%), mentre i ricaricabili crescono dell’81,5% ma su volumi molto limitati: appena 49 unità.

Regno Unito: quota elettrica più alta

Nel Regno Unito – riportato separatamente rispetto all’UE – le immatricolazioni oltre 3,5 tonnellate crescono dell’8,6% a 13.604 unità. I ricaricabili salgono del 12,6% fino a 813 unità, con una quota attorno al 6%: la più alta tra i mercati analizzati.

Percentuali elevate, volumi ancora limitati

Il +40,1% registrato dai ricaricabili nell’UE suggerisce un’accelerazione, ma i volumi assoluti ridimensionano l’ottimismo. Germania e Francia concentrano la gran parte della crescita, mentre mercati come Italia e Polonia restano su livelli molto marginali.

Secondo ACEA, la diffusione dei veicoli commerciali ricaricabili continua a essere frenata da condizioni abilitanti insufficienti: infrastrutture di ricarica dedicate ancora carenti, costi di investimento elevati e un quadro normativo incerto. I dati del primo trimestre mostrano che la transizione è in atto, ma procede su una base quantitativa ancora lontana dalla solidità della domanda diesel.

Collaborazione: Zsófia Pölös

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