Con il nuovo sistema, in Germania i distributori potranno aumentare i prezzi di benzina e gasolio una sola volta al giorno, alle 12:00, mentre le riduzioni resteranno possibili in qualsiasi momento. Le violazioni potranno essere sanzionate con multe fino a €100,000. Secondo Handelsblatt, la legge entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta federale delle leggi; il Ministero dell’Economia ha precisato che ciò significa un avvio dal 1° aprile 2026.
Il provvedimento è arrivato dopo che la guerra con l’Iran ha fatto salire bruscamente i prezzi dei carburanti in Germania, riportando l’inflazione al centro del dibattito politico. Reuters ha riferito che il diesel è passato da circa €1.75 a oltre €2 per litro. La risposta di Berlino non si è limitata alla regola dell’aumento una volta al giorno: sono previste anche norme antitrust più severe, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza nel mercato dei carburanti.
Una regola per i prezzi alla pompa, non una soluzione ai costi del trasporto
Per gli operatori dell’autotrasporto, però, la nuova misura affronta solo una parte del problema. Secondo Reuters, l’associazione tedesca dell’autotrasporto BGL ha dichiarato che i costi del diesel sono aumentati del 28% in March, avvertendo che le tariffe di trasporto potrebbero dover crescere dell’8–10% per mantenere la sostenibilità economica delle imprese.
Le ricostruzioni dei media tedeschi pubblicate nel weekend indicano che la pressione sui costi potrebbe essere già molto forte. Handelsblatt, citando informazioni del settore, riferisce che il prezzo del diesel è aumentato di circa 40 centesimi al litro dall’inizio della guerra con l’Iran. Secondo BGL, per un camion che percorre 10.000 km al mese questo si tradurrebbe in costi aggiuntivi di carburante pari a circa €1,200 per veicolo al mese.
Si discute di una riduzione dei pedaggi per i camion
Reuters ha riportato la scorsa settimana che tra le misure aggiuntive allo studio del governo tedesco figurano pedaggi più bassi per i camion. Tra le altre opzioni in valutazione ci sarebbero un aumento delle detrazioni fiscali per i pendolari, un taglio dell’IVA alle stazioni di servizio, una possibile tassa sugli extraprofitti e persino un tetto ai prezzi dei carburanti. Reuters ha però chiarito che si tratta di interventi ancora in discussione, a differenza della regola dell’aumento una volta al giorno, già approvata.
BGL e altre voci del settore spingono per un sostegno più diretto: tra le misure richieste ci sono un freno al prezzo del diesel, il rimborso del prelievo CO2 sul diesel o la sospensione della componente CO2 del pedaggio per i camion. L’argomentazione del comparto è che l’attuale combinazione di prezzi alla pompa in aumento e oneri legati alla CO2 colpisce due volte gli operatori tedeschi, riducendone la competitività.
BGL aveva già presentato un piano di crisi più ampio all’inizio di marzo, chiedendo un freno al prezzo del diesel, aiuti di liquidità a tasso agevolato e un prezzo di riferimento ufficiale giornaliero del diesel per supportare i meccanismi di sovrapprezzo nei contratti di trasporto.
Le pressioni, inoltre, non arrivano più solo dall’autotrasporto. L’associazione dell’industria alimentare tedesca BVE ha chiesto una riduzione dei pedaggi per i camion, sostenendo che il conflitto in Medio Oriente sta colpendo il settore attraverso costi energetici più alti, logistica interrotta e una crescente pressione sulle catene di fornitura. Secondo l’associazione, le tensioni lungo corridoi marittimi e logistici chiave stanno già avendo conseguenze dirette per i produttori tedeschi di alimenti e bevande.









