In una dichiarazione congiunta, il settore sottolinea che un comparto dei trasporti forte è un prerequisito per un’Europa competitiva, resiliente e sostenibile e che l’elemento chiave è un’infrastruttura moderna finanziata dal bilancio UE. L’International Road Transport Union (IRU) e oltre 40 organizzazioni europee del settore (tra cui ACEA, ESPORG e UETR) hanno rivolto un appello urgente agli Stati membri dell’UE e alla Commissione europea.
Il trasporto come fondamento del mercato unico
I firmatari sottolineano che il trasporto è la “spina dorsale” del mercato unico dell’UE e il collegamento dell’Europa con il mondo. Una rete di trasporto efficiente e moderna incide direttamente sulla resilienza dell’economia, sulla prontezza della difesa e sulla competitività industriale, oltre che sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento.
Le organizzazioni invitano gli Stati membri e la Commissione europea a garantire un bilancio adeguato per i trasporti nel prossimo Quadro finanziario pluriennale, includendo l’aumento dei finanziamenti per il Connecting Europe Facility ad almeno 100 miliardi di euro.
“L’UE non può garantire competitività, decarbonizzazione e sicurezza se le infrastrutture di trasporto sono sottofinanziate” – ha sottolineato Raluca Marian, direttrice UE dell’IRU.
Ha aggiunto che sono necessari investimenti UE continuativi nei corridoi transfrontalieri, in infrastrutture pronte per veicoli a zero emissioni, in aree di parcheggio più sicure e protette, nonché nella digitalizzazione e in soluzioni di infrastrutture intelligenti—ambiti che i soli bilanci nazionali non possono garantire.
Geopolitica e clima aumentano la pressione sugli investimenti
Gli autori della lettera osservano che l’aumento delle tensioni geopolitiche ed economiche, insieme all’accelerazione del cambiamento climatico, richiede un rapido rafforzamento della rete di trasporto europea. Ciò include, tra le altre cose, l’eliminazione dei colli di bottiglia, la chiusura dei collegamenti mancanti e l’aumento della capacità, oltre all’adattamento delle infrastrutture al cambiamento climatico e alle esigenze di mobilità militare.
Il documento evidenzia inoltre che le infrastrutture europee non sono ancora pienamente adattate a scopi di duplice uso e, allo stesso tempo, restano vulnerabili sia a interruzioni naturali sia a quelle provocate dall’uomo.
La competitività economica dipende dalle infrastrutture
Il settore sostiene che, se l’Europa vuole accelerare la transizione verso un’economia climaticamente neutra e aumentare la competitività industriale, deve garantire una rete di trasporto efficiente che colleghi i siti produttivi ai mercati.
Un’infrastruttura affidabile è inoltre cruciale per la coesione economica e territoriale, per mettere in sicurezza le forniture di materie prime critiche e per garantire la continuità delle catene di approvvigionamento.
Le ambizioni crescono più rapidamente dei finanziamenti
Nonostante il crescente fabbisogno di investimenti, il settore continua a fare i conti con un sottofinanziamento. I progetti ad alto valore sociale spesso non generano rendimenti finanziari sufficienti, pertanto—come sottolineano le organizzazioni—i contributi UE sono essenziali per colmare i gap di finanziamento e attrarre capitali privati e nazionali.
Il CEF resta uno strumento chiave per sostenere progetti con valore aggiunto europeo, ma da anni il numero di domande supera il budget disponibile.
I firmatari chiedono di invertire la tendenza al sottofinanziamento cronico dei trasporti e di allineare il bilancio alla portata delle ambizioni politiche. A loro avviso, una solida rete europea dei trasporti è la base per realizzare le priorità dell’UE—dalla sicurezza alla competitività economica.
La richiesta resta chiara: il futuro Quadro finanziario pluriennale dovrebbe garantire finanziamenti adeguati per i trasporti, includendo almeno 100 miliardi di euro per il CEF.











