Il problema interessa anche tratte di transito strategiche, percorse ogni giorno da vettori internazionali che operano verso l’Italia o attraversano il Paese.
Secondo quanto riportano i media italiani, una delle segnalazioni arriva dall’autostrada del Brennero (A22), uno dei corridoi logistici più importanti d’Europa. Nell’area di servizio Plose Ovest, in direzione sud, sono comparsi cartelli con l’indicazione: “Non viene erogato carburante ai veicoli adibiti al trasporto di merci”.
Per gli operatori non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesimo segnale di una dinamica più ampia che viene letta come parte di una crisi in crescita.
Trasportounito: situazione “fuori controllo”
L’associazione Trasportounito non usa mezzi termini sulla portata del problema e parla apertamente di uno scenario straordinario.
“Non esistono iniziative di questo tipo: vanno oltre ogni limite e sembrano mirate deliberatamente a provocare conflitti e a creare difficoltà per l’economia del Paese”, sottolinea Maurizio Lungo, segretario generale dell’organizzazione, citato dal quotidiano italiano “Il Giornale”.
Secondo Lungo, il divieto di rifornimento ai camion è una misura estrema che rischia di destabilizzare ulteriormente il mercato dell’autotrasporto.
Carburanti, costi e incertezza
Questi divieti arrivano in una fase in cui il settore sta già facendo i conti con l’aumento dei costi e con un quadro energetico instabile.
Le organizzazioni di categoria avvertono inoltre che lo scenario internazionale potrebbe peggiorare ancora la disponibilità di carburante. Come evidenzia una rappresentante del comparto:
“Siamo davanti a uno scenario estremamente pericoloso: se i transiti nello Stretto di Hormuz sono a rischio, allora lo sono anche le forniture energetiche globali”, afferma Cinzia Franchini, presidente dell’associazione Ruote Libere, aggiungendo che “le conseguenze per l’autotrasporto potrebbero essere immediate e drammatiche”.
Il risultato, temono gli operatori, è un aumento incontrollato dei prezzi, approvvigionamenti meno certi e una pressione crescente sulle catene logistiche.
Gasolio fino a tre euro al litro e rischio carenze
Anche le previsioni sul mercato dei carburanti vengono descritte come allarmanti.
“Non è allarmismo, è una semplice analisi economica: il gasolio può arrivare rapidamente a tre euro al litro e nel giro di poche settimane potremmo trovarci anche di fronte a carenze di prodotto”, osserva Franchini.
In un contesto del genere, l’impatto potrebbe diventare pesantissimo:
“Il trasporto su strada non si fermerà per le proteste: si fermerà perché diventerà economicamente impossibile lavorare, trascinando con sé intere filiere produttive”.








