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Più controlli sui camion: i dati dei tachigrafi finirebbero in un sistema centrale

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Per le imprese attive nel trasporto internazionale, le proposte potrebbero tradursi in controlli transfrontalieri molto più digitalizzati. La BGL, l’associazione federale tedesca del trasporto stradale, della logistica e della gestione dei rifiuti, vorrebbe infatti che i dati sugli attraversamenti di frontiera registrati dai tachigrafi intelligenti confluissero automaticamente in un sistema europeo centralizzato.

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Le richieste sono contenute in un documento di otto pagine, datato 4 settembre 2026, preparato in vista di un possibile «Transport Omnibus» europeo. Le modifiche indicate interessano diverse normative dell’Unione e avrebbero quindi effetti ben oltre il mercato tedesco.

Per il momento si tratta esclusivamente di proposte della BGL: la Commissione europea non le ha adottate né presentate come proposta legislativa.

Un sistema europeo per analizzare gli attraversamenti di frontiera

Lo Smart Tacho 2 registra già automaticamente gli attraversamenti di frontiera. La novità proposta dalla BGL riguarda soprattutto la destinazione e l’utilizzo di questi dati.

Le informazioni raccolte dai tachigrafi intelligenti di seconda generazione verrebbero trasmesse automaticamente a un sistema gestito dalla Commissione europea, al quale le autorità competenti degli Stati membri potrebbero accedere elettronicamente.

Il sistema non servirebbe soltanto a registrare gli attraversamenti. Secondo la proposta, potrebbe generare segnalazioni di rischio quando un veicolo circola con particolare frequenza o per periodi insolitamente lunghi in un altro Stato membro, oppure quando i suoi spostamenti fanno emergere possibili violazioni delle norme su cabotaggio, distacco dei conducenti o stabilimento dell’impresa.

Per un vettore che opera regolarmente in più Paesi dell’Unione sarebbe un cambiamento significativo. Gli attraversamenti di frontiera potrebbero diventare uno strumento per individuare automaticamente i veicoli da sottoporre a controllo.

Per introdurre il sistema sarebbe necessario modificare il regolamento (UE) n. 165/2014 sui tachigrafi. Secondo la BGL, i dati trasmessi dovrebbero essere utilizzati esclusivamente per l’applicazione delle norme europee sul trasporto stradale.

Restano però diverse questioni aperte. Il documento non specifica, tra l’altro, per quanto tempo verrebbero conservati i dati, quali soggetti potrebbero accedere alle diverse informazioni e quali garanzie verrebbero previste in materia di protezione dei dati.

Accesso diretto ai registri nazionali durante i controlli

La BGL propone anche la creazione di una piattaforma informativa interoperabile tra gli Stati membri. Durante un controllo su strada, gli ispettori potrebbero accedere elettronicamente ai registri nazionali del Paese di origine del conducente, del veicolo o dell’impresa.

Tra le informazioni indicate figurano patenti di guida, qualifiche professionali, carte del conducente, dati dei tachigrafi, revisioni dei veicoli, certificati di formazione ADR e classificazioni di rischio delle imprese di trasporto.

Secondo la BGL, una maggiore interoperabilità potrebbe ridurre la durata dei controlli e favorire un’applicazione più uniforme delle norme europee. Il documento non fornisce però stime sull’effettiva riduzione dei tempi delle verifiche.

Più dati sulle operazioni di carico e scarico

Un’altra proposta riguarda direttamente il lavoro quotidiano dei conducenti. La BGL chiede di rendere obbligatoria la registrazione tramite tachigrafo intelligente dell’inizio e della fine di ogni operazione di carico e scarico, comprese le operazioni che combinano entrambe le attività.

Gli Smart Tacho 2 dispongono già delle funzionalità tecniche necessarie. La modifica consisterebbe quindi nell’introduzione di un obbligo esplicito di registrazione.

In questo modo le autorità avrebbero a disposizione informazioni più precise sul momento e sul luogo delle operazioni. Nei trasporti internazionali, tali dati potrebbero essere analizzati insieme alle informazioni sugli attraversamenti di frontiera e sulla posizione del veicolo. Per i conducenti significherebbe, tuttavia, un ulteriore obbligo di registrazione.

Una prova del luogo in cui è stato effettuato il riposo settimanale

La BGL propone modifiche anche per il riposo settimanale regolare, che secondo le norme europee non può essere effettuato all’interno del veicolo. L’associazione vorrebbe introdurre l’obbligo per il conducente o l’impresa di dimostrare, in caso di controllo, che il riposo è stato effettuato fuori dal camion.

Il documento non stabilisce quali documenti o altre prove sarebbero considerati sufficienti. Spetterebbe alla Commissione europea definire successivamente le forme ammesse.

Per i conducenti impegnati sulle lunghe rotte internazionali si tratterebbe di un nuovo adempimento: non sarebbe sufficiente dimostrare di avere rispettato il periodo di riposo, ma occorrerebbe anche documentare dove è stato trascorso.

Dichiarazioni di distacco più precise

La BGL chiede inoltre di modificare le dichiarazioni di distacco dei conducenti. Attualmente una dichiarazione può coprire un periodo fino a sei mesi. Secondo l’associazione, dovrebbe invece indicare i singoli periodi di distacco previsti in ciascun Paese ospitante.

Se successivamente venissero programmati ulteriori incarichi soggetti all’obbligo di dichiarazione, le informazioni dovrebbero essere aggiornate.

Il sistema consentirebbe alle autorità di verificare con maggiore precisione se, al momento del controllo, il conducente fosse effettivamente impegnato in un’attività soggetta alle norme sul distacco. Per le imprese comporterebbe però la necessità di aggiornare più puntualmente le dichiarazioni in base ai trasporti programmati.

Più libertà nella formazione dei conducenti

Se sul fronte dei controlli la BGL propone più dati e maggiore integrazione tra le autorità, sulle qualifiche professionali chiede invece maggiore flessibilità. Secondo una stima della stessa associazione, in Europa mancherebbero quasi 500.000 conducenti. Su questa base, la BGL propone diverse misure per facilitare l’accesso alla professione e l’aggiornamento.

Una delle principali riguarda la possibilità di svolgere la formazione periodica obbligatoria in qualsiasi Stato membro, indipendentemente dal Paese in cui il conducente lavora o ha ottenuto la qualifica iniziale.

La possibilità potrebbe essere estesa anche a Paesi extra-UE riconosciuti. La BGL propone infatti di riconoscere qualifiche iniziali e aggiornamenti conseguiti fuori dall’Unione quando gli standard in materia di sicurezza stradale, contenuti formativi, esami, controllo della qualità e prevenzione delle frodi risultino comparabili con quelli europei. La misura avrebbe particolare rilevanza per le imprese che reclutano conducenti provenienti da Paesi terzi.

E-learning ed esami in più lingue

Anche l’organizzazione della formazione potrebbe cambiare. Secondo la proposta, le 35 ore di aggiornamento previste nell’arco di cinque anni potrebbero essere suddivise in sessioni di almeno due ore. La BGL vorrebbe inoltre consentire lo svolgimento dell’intera formazione obbligatoria in modalità e-learning.

Per gli esami teorici, i candidati potrebbero scegliere una lingua che conoscano a sufficienza. L’associazione propone inoltre quesiti standardizzati e valutabili in modo oggettivo, eventualmente raccolti in una banca dati armonizzata a livello europeo.

Per le flotte internazionali, composte da conducenti di diverse nazionalità, la maggiore libertà nella scelta della lingua, del luogo di formazione e nel riconoscimento delle qualifiche estere potrebbe avere conseguenze rilevanti sul reclutamento.

Possibile esenzione per i conducenti più esperti

La BGL propone inoltre un’esenzione permanente dall’aggiornamento periodico per chi abbia lavorato come conducente per più di dieci anni e completato due volte la formazione obbligatoria. Per questi professionisti, il codice 95 dell’Unione o la carta di qualificazione del conducente rimarrebbero validi senza scadenza.

Un’altra proposta punta a introdurre maggiore flessibilità in caso di carenze temporanee di personale. Gli Stati membri potrebbero consentire a persone già qualificate, ma con la formazione periodica scaduta, di lavorare per un massimo di 90 giorni.

Tra i potenziali beneficiari vengono citati pensionati e lavoratori temporanei. A determinate condizioni potrebbero essere riconosciute temporaneamente anche qualifiche acquisite nelle forze armate, nella polizia, nei vigili del fuoco, nella protezione civile o nei servizi di emergenza.

La BGL propone di estendere la patente B fino a 7,5 tonnellate

Una delle richieste più significative riguarda infine la patente di categoria B. La BGL vorrebbe consentire, a determinate condizioni, ai titolari di questa patente di guidare veicoli fino a 7,5 tonnellate utilizzati nel trasporto commerciale di merci.

Tra i possibili requisiti figurano il possesso della patente B da almeno due anni e il completamento di una formazione pratica supplementare. Per i veicoli a emissioni zero, inoltre, il peso aggiuntivo del sistema di propulsione dovrebbe essere preso in considerazione per compensare la perdita di capacità di carico utile.

Attualmente non esiste un diritto generale a guidare veicoli commerciali fino a 7,5 tonnellate con la sola patente B. La proposta richiederebbe quindi una modifica delle norme europee sulle patenti.

Più flessibilità per i conducenti, più dati per i controlli

Nel complesso, le richieste della BGL seguono due direzioni differenti. Da un lato, l’associazione propone maggiore flessibilità per formazione, qualifiche e accesso alla professione. Dall’altro, punta a rafforzare i controlli transfrontalieri attraverso una maggiore condivisione e analisi dei dati.

Per le imprese internazionali il risultato non sarebbe quindi necessariamente una riduzione complessiva della burocrazia. Alcuni adempimenti potrebbero diventare più semplici, mentre altri richiederebbero nuovi flussi di dati, registrazioni più dettagliate e documentazione aggiuntiva.

Resta soprattutto da distinguere ciò che è già in vigore da ciò che, per ora, esiste soltanto sulla carta. Lo Smart Tacho 2 e la registrazione automatica degli attraversamenti di frontiera fanno già parte del sistema europeo. La trasmissione centralizzata dei dati, le nuove prove documentali e le modifiche alle qualifiche professionali descritte dalla BGL sono invece proposte dell’associazione e non nuove disposizioni dell’Unione europea.

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