Waberer’s accelera sul fronte dei ricavi, ma continua a fare i conti con margini sotto pressione e con le difficoltà del trasporto internazionale. Nel secondo trimestre il gruppo ungherese ha registrato un fatturato di 227 milioni di euro, in crescita dell’11,8% su base annua, mentre l’EBIT è sceso da 18 a 15,5 milioni. La crescita del giro d’affari non si è quindi tradotta in un miglioramento della redditività operativa.
Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi hanno raggiunto 435 milioni di euro, il 9,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. L’EBITDA del secondo trimestre si è invece attestato a 32,4 milioni, in flessione dello 0,9%.
Il margine EBIT consolidato è così passato dall’8,9% al 6,8%. In pratica, ogni 100 euro di ricavi hanno generato circa due euro in meno di utile operativo rispetto a un anno prima.
Costi in aumento e tariffe più alte
A pesare sui risultati sono stati soprattutto i costi diretti, aumentati del 15% nel trimestre per effetto del rincaro del carburante e delle maggiori spese per gli autisti. Anche gli ammortamenti sono cresciuti del 15%.
Una parte dell’incremento dei ricavi deriva inoltre dall’aumento delle tariffe, più che da una crescita dei volumi trasportati. Waberer’s attribuisce una quota del rialzo agli adeguamenti automatici dei prezzi legati al carburante, mentre il resto è riconducibile agli aumenti applicati sul mercato.
Le tariffe più elevate hanno sostenuto il fatturato, senza però compensare completamente l’aumento dei costi.
Trasporto internazionale ancora in rosso
Il quadro più debole emerge dal segmento logistico. Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 9,5%, a 179,6 milioni di euro, mentre l’EBIT è diminuito del 37,9%, fermandosi a 4,4 milioni. Il margine operativo è sceso dal 4,3% al 2,4%.
Secondo la società, una parte rilevante della flessione è legata ai ritardi nei progetti di sviluppo di magazzini destinati a clienti esterni. Il mancato contributo dello sviluppo immobiliare ha ridotto l’EBIT di 1,9 milioni nel trimestre e di 2,7 milioni nell’intero semestre.
Le singole attività mostrano tuttavia andamenti differenti. Nei primi sei mesi la logistica a contratto ha generato 7,3 milioni di euro di EBIT, mentre il trasporto internazionale ha accumulato una perdita operativa di 1,4 milioni.
I dati mensili presentati agli investitori indicano un progressivo recupero durante il semestre. Il trasporto effettuato con flotta propria è però tornato in utile soltanto a giugno, dopo avere operato in perdita nei mesi precedenti.
Il miglioramento è stato favorito da meccanismi più rapidi di adeguamento delle tariffe al costo del carburante e dagli aumenti dei prezzi applicati ai clienti. Anche l’attività di spedizione affidata a subappaltatori ha registrato progressi sia nei ricavi sia nell’EBIT, confermando la maggiore esposizione della flotta propria ai costi fissi e agli investimenti in mezzi.
L’utile netto cresce, ma grazie ai cambi
A prima vista, il dato sull’utile netto appare decisamente più favorevole. Nel secondo trimestre il risultato dopo le imposte è salito da 13,4 a 18,2 milioni di euro, con un incremento del 36,2%.
La crescita è tuttavia riconducibile in larga parte a un effetto valutario. Il rafforzamento del fiorino nei confronti dell’euro ha prodotto un guadagno non realizzato di 11,3 milioni di euro.
Depurato da questa componente contabile, l’utile netto si è fermato a 6,9 milioni, con una flessione del 43,6% rispetto all’anno precedente. Nei primi sei mesi l’utile netto rettificato è diminuito del 20,2%, a 14,2 milioni.
Le assicurazioni restano il pilastro dei risultati
A sostenere la redditività del gruppo continua a essere soprattutto il comparto assicurativo. Nel secondo trimestre i ricavi della divisione sono aumentati del 21,5% in euro, raggiungendo 47,4 milioni. In valuta locale, tuttavia, la crescita è stata più contenuta, pari al 9%.
L’EBIT del segmento si è attestato a 11,1 milioni di euro, l’1,6% in più rispetto a un anno prima. Il margine operativo è quindi diminuito dal 28,1% al 23,5%.
Nel primo semestre le assicurazioni hanno prodotto 20,6 milioni di euro di EBIT, a fronte dei 26,6 milioni realizzati complessivamente dal gruppo. Il comparto ha così generato oltre il 77% dell’EBIT consolidato.
Waberer’s segnala inoltre una crescente pressione competitiva nel mercato dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile automobilistica, dove alcuni concorrenti stanno adottando politiche di prezzo particolarmente aggressive. Il gruppo non intende seguirli, preferendo privilegiare i contratti con maggiore redditività.
Previsioni più prudenti per l’intero anno
Sul fronte delle prospettive, il management mantiene un orientamento positivo per la seconda metà dell’anno, ma utilizza toni più cauti rispetto ai mesi scorsi.
Dopo i risultati del primo trimestre, Waberer’s aveva indicato la possibilità di avvicinarsi ai circa 58 milioni di euro di EBIT consolidato realizzati nel 2025. Nell’ultimo aggiornamento, invece, la società prevede che le attività principali — logistica e assicurazioni — possano conseguire un risultato sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno.
La differenza non è marginale. Le nuove indicazioni escludono infatti lo sviluppo immobiliare per clienti esterni, attività che aveva contribuito all’EBIT nel 2025 e che quest’anno non dovrebbe produrre risultati significativi.
Non si tratta formalmente di un profit warning, ma l’obiettivo appare più circoscritto e prudente rispetto alle indicazioni comunicate in precedenza.
Il management si attende comunque che nel secondo semestre l’EBIT superi i 26,6 milioni di euro realizzati nei primi sei mesi, grazie al recupero del trasporto internazionale, agli aumenti tariffari e a una maggiore disciplina sul fronte dei costi e dell’efficienza.
Debito in crescita, acquisizioni allo studio
Alla fine di giugno il debito finanziario netto era salito a 182,9 milioni di euro, rispetto ai 157,6 milioni di fine 2025 e ai 151 milioni registrati dodici mesi prima. La leva finanziaria netta è passata da 1,3 a 1,5 volte.
Considerando anche le attività liquide liberamente disponibili delle compagnie assicurative, il debito netto raggiunge 203 milioni di euro e la leva sale a 1,7 volte.
Più marcato l’aumento del debito lordo, passato in un anno da 299 a 428 milioni di euro. La crescita è dovuta soprattutto all’obbligazione societaria da 100 milioni emessa a marzo. Alla fine del semestre le somme raccolte non erano ancora state impiegate ed erano investite in attività finanziarie, motivo per cui l’operazione non ha determinato un aumento analogo del debito netto.
Le risorse potrebbero essere utilizzate anche per sostenere la strategia di crescita esterna. Waberer’s sta valutando opportunità di acquisizione in quattro Paesi, in una fase in cui la debolezza del mercato europeo sta inducendo un numero crescente di proprietari di aziende logistiche a prendere in considerazione la vendita.
Il secondo trimestre mostra dunque segnali di recupero rispetto ai primi tre mesi dell’anno, ma il nodo della redditività del trasporto non è ancora sciolto. La logistica a contratto resta stabile, le assicurazioni continuano a garantire utili consistenti, mentre la flotta internazionale ha raggiunto il pareggio operativo solo alla fine del semestre.
«Nel primo semestre il caro carburante e il rafforzamento del fiorino rispetto all’euro hanno esercitato una pressione evidente sulla capacità del gruppo di generare utili. Le misure introdotte in precedenza, tra cui la rinegoziazione delle clausole contrattuali sul carburante e le posizioni in valuta stipulate a termine, hanno tuttavia attenuato in modo significativo il loro impatto. Di conseguenza, nella parte restante dell’anno questi fattori non dovrebbero più rappresentare un rischio aggiuntivo rilevante per il gruppo», ha dichiarato Zsolt Barna, presidente e amministratore delegato di Waberer’s Group.









