Trasportounito/Facebook – foto illustrativa

Incidente mortale sull’A1: stop alla protesta degli autotrasportatori

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Un drammatico incidente sull’autostrada A1, nei pressi di Caserta, ha colpito duramente il mondo dell’autotrasporto. Proprio mentre stava partendo una mobilitazione a livello nazionale, ha perso la vita Luigi Nappo, camionista di 55 anni. Dopo la notizia, Trasportounito – l’associazione promotrice della protesta – ha deciso di sospendere immediatamente lo sciopero.

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La tragedia si è verificata lunedì mattina, poco dopo l’avvio formale dell’azione. Nappo stava svolgendo il ruolo di coordinatore operativo in un punto nevralgico della viabilità: l’intersezione tra le A1 e A30, nell’area di San Nicola La Strada (provincia di Caserta). In quel momento si trovava vicino a una fila di mezzi pesanti fermi sulla corsia di destra, impegnato a gestire l’organizzazione del traffico.

Secondo quanto ricostruito, un’auto diretta verso lo svincolo di Caserta Sud lo ha investito ad alta velocità. L’automobilista si è fermato sul posto ed è stato fermato dalle forze dell’ordine. La procura ha già avviato un procedimento per omicidio colposo.

Sciopero sospeso: la decisione di Trasportounito

L’accaduto ha cambiato immediatamente lo scenario. Trasportounito ha comunicato lo stop alla protesta nazionale.

In una nota, l’associazione ha spiegato che la sospensione è un gesto di lutto per la morte del conducente. Il segretario generale Maurizio Longo ha riferito che, a partire dall’alba, l’iniziativa è stata progressivamente interrotta.

Longo ha inoltre sottolineato un aspetto più ampio: a suo giudizio, la sicurezza e la vita degli autotrasportatori sarebbero appese a “un filo sempre più sottile”, in un contesto di crisi definito globale e difficilmente reversibile.

Nel corso delle prime ore della mattinata lo stop è stato applicato gradualmente in diverse zone del Paese. Trasportounito ha però precisato che si tratta di una sospensione, non di un annullamento definitivo: la mobilitazione resta sul tavolo come strumento di pressione.

Perché era stata annunciata la protesta

Alla base della mobilitazione c’era soprattutto l’aumento dei costi del gasolio. Secondo gli organizzatori, da mesi il prezzo sarebbe stabilmente sopra due euro al litro e potrebbe arrivare a incidere fino al 30 per cento sui costi operativi delle imprese di trasporto.

Lo sciopero era stato programmato per sei giorni, dalla mezzanotte del 20 aprile fino al 25 aprile, con l’obiettivo di avere un impatto sull’intera filiera logistica, comprese le consegne di alimenti freschi e merci deperibili. Longo ha puntato il dito contro l’inerzia delle istituzioni e del ministero competente di fronte alla crisi dei costi, citando anche l’operato della commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali che, a suo dire, avrebbe tentato di ostacolare la protesta.

La mobilitazione nazionale, inoltre, era stata pensata anche come risposta alle precedenti proteste in Sicilia.

Cosa succede ora: i prossimi appuntamenti

Nonostante la sospensione, la tensione nel settore non si è attenuata. Per martedì 21 aprile è previsto un tavolo tecnico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la partecipazione dell’associazione Unatras.

Intanto, mercoledì 22 aprile alle 17:00, è in calendario un incontro tra i rappresentanti degli autotrasportatori siciliani (che avevano sospeso la loro protesta dopo l’invito a Roma) e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini insieme al viceministro Edoardo Rixi. L’appuntamento viene considerato decisivo per evitare un ritorno delle proteste sulle strade.

Tra le richieste del comparto figurano, tra le altre, alleggerimenti fiscali, misure a sostegno della liquidità delle imprese e meccanismi strutturali per contenere i costi dell’energia.

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