APM Terminals

Maersk entra nel principale porto d’altura del Nord Vietnam

Puoi leggere questo articolo in 2 minuti

 Il Nord del Vietnam ha appena ottenuto un accesso diretto alle più grandi navi portacontainer del mondo. Maersk, che ora possiede quasi la metà del terminal che lo rende possibile, ritiene di sapere con precisione quale sarà la prossima direzione della manifattura globale.

Il testo che stai leggendo è stato tradotto utilizzando uno strumento automatico, che potrebbe portare a delle imprecisioni. Grazie per la comprensione.

La divisione terminalistica di Maersk, APM Terminals, ha acquisito una partecipazione del 49% nell’Hateco Haiphong International Container Terminal (HHIT), rafforzando la propria presenza nel Nord del Vietnam attraverso quello che l’azienda definisce il porto d’altura più grande e avanzato del Nord Vietnam.

APM Terminals ha dichiarato di essere diventata azionista di minoranza al 49% e partner operativo di HHIT insieme al vietnamita Hateco Group. Il terminal, situato nell’area di Lach Huyen a Haiphong, è stato sviluppato in soli tre anni e oggi gestisce navi fino a 18.000 TEU.

HHIT è progettato per accogliere due portacontainer oceaniche contemporaneamente, offrendo al Nord del Vietnam un accesso diretto più ampio ai servizi container di lungo raggio, invece di dipendere in modo così marcato dal trasbordo attraverso altri hub asiatici. Questo aspetto emerge dalla capacità dichiarata del terminal e dal suo posizionamento nella copertura ufficiale e di settore.

La quota in HHIT è la seconda mossa di rilievo compiuta da APM Terminals in Vietnam nel giro di pochi giorni. Una joint venture tra APM Terminals e Hateco è stata recentemente selezionata come offerente preferenziale per un progetto di terminal container da $1,8 miliardi a Da Nang, segnalando una spinta ampia verso le infrastrutture portuali del Paese, più che un singolo investimento opportunistico.

L’espansione arriva mentre Maersk è sottoposta a una pressione significativa per via del conflitto in corso in Medio Oriente, che l’azienda ha dichiarato stia interrompendo importanti corridoi commerciali, le catene di approvvigionamento globali e la logistica dei carburanti. Tuttavia, gli investimenti in Vietnam sembrano riflettere un impegno strategico di più lungo periodo verso un Paese che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella manifattura globale e nel commercio container, piuttosto che una risposta diretta alle interruzioni del trasporto marittimo nel breve termine.

Tags:

Leggi anche