I dati PMI di gennaio indicano una timida stabilizzazione in alcune aree del settore manifatturiero europeo, ma con un andamento che rimane fortemente disomogeneo tra i Paesi. Mentre alcune economie hanno registrato un attenuarsi della contrazione o un ritorno alla crescita, altre hanno visto la domanda indebolirsi ulteriormente, in particolare nella manifattura orientata all’export. Le pressioni sui costi si sono inoltre intensificate all’inizio dell’anno, complicando le prospettive sia per i produttori sia per gli operatori del trasporto.
A livello di area euro, la produzione manifatturiera è tornata a una crescita moderata a gennaio, ma questo miglioramento non è stato sostenuto da una ripresa diffusa dei nuovi ordini. Le condizioni della domanda sono rimaste fragili, l’occupazione nel settore ha continuato a diminuire e la riduzione delle scorte è rimasta un fenomeno ampiamente diffuso.
In questo contesto, la fiducia delle imprese è migliorata in diversi Paesi, riflettendo aspettative di condizioni migliori più avanti nel 2026, più che un rafforzamento degli attuali portafogli ordini.
Fuori dall’area euro, il Regno Unito si è distinto con un rimbalzo manifatturiero più netto, sostenuto dall’aumento della domanda estera. All’interno del blocco, la Francia ha registrato la crescita della produzione più forte, mentre Germania e Italia hanno mostrato segnali di attenuazione della contrazione.
La Spagna è scivolata ulteriormente in fase di rallentamento, la Polonia ha mostrato un primo posizionamento verso una ripresa nonostante la debolezza persistente, e i Paesi Bassi sono rimasti vicini alla stagnazione.
Regno Unito: la ripresa manifatturiera prende slancio con il rimbalzo dell’export
Il settore manifatturiero del Regno Unito ha iniziato con forza il 2026, con una crescita in accelerazione e una domanda estera tornata in espansione. Il PMI manifatturiero è salito a 51,8 a gennaio, massimo degli ultimi 17 mesi, confermando il terzo mese consecutivo di espansione.
La produzione è aumentata per il quarto mese consecutivo, sostenuta dal miglioramento delle vendite all’estero, dal riassortimento dei clienti e da un mercato domestico in stabilizzazione. I nuovi ordini sono cresciuti al ritmo più rapido degli ultimi quasi quattro anni, mentre gli ordini esteri sono aumentati per la prima volta in quattro anni, trainati dalla domanda proveniente da Europa, Stati Uniti e Asia. Si tratta di un cambiamento rilevante per i flussi di trasporto internazionale legati alla manifattura del Regno Unito.
L’occupazione ha continuato a diminuire, ma al ritmo più lento dall’inizio dei tagli, segnalando un miglioramento dell’utilizzo della capacità. Le pressioni sui costi sono aumentate moderatamente, riflettendo costi del lavoro e degli input più elevati, ma le aziende hanno mostrato una maggiore capacità di trasferirli rispetto alle controparti dell’area euro.
Nel complesso, i dati di gennaio suggeriscono che nella manifattura del Regno Unito si sta delineando una ripresa più trainata dalla domanda, con segnali positivi più chiari per i flussi di trasporto internazionale.
Germania: la contrazione manifatturiera si attenua, ma la domanda resta debole
Il settore manifatturiero tedesco è rimasto in contrazione a gennaio, ma il ritmo del calo ha rallentato. Il PMI manifatturiero è salito a 49,1, il livello più alto degli ultimi tre mesi, segnalando un deterioramento in attenuazione più che una ripresa.
La produzione è tornata a una crescita moderata dopo il forte calo di dicembre, sostenuta da un lieve aumento dei nuovi ordini. Tuttavia, le condizioni della domanda sono rimaste fragili e gli ordini esteri hanno continuato a diminuire, sebbene a un ritmo più lento. I produttori hanno inoltre fatto affidamento sullo smaltimento degli arretrati per sostenere la produzione, con il lavoro inevaso in calo più rapido.
L’occupazione è diminuita di nuovo, le scorte sono state ridotte bruscamente e l’attività di acquisto è rimasta contenuta, indicando una domanda di trasporto nel breve periodo limitata da parte delle catene di fornitura industriali. I costi degli input sono aumentati al ritmo più rapido da oltre tre anni, trainati da energia e metalli, mentre i prezzi di vendita hanno continuato a scendere, evidenziando margini sotto pressione.
Francia: forte rimbalzo della produzione trainato dal riassortimento più che dalla domanda
La Francia ha registrato una delle migliori performance manifatturiere a gennaio, con la produzione in aumento al ritmo più rapido degli ultimi quasi quattro anni. Il PMI manifatturiero è salito a 51,2, segnando il secondo mese consecutivo di espansione.
La crescita della produzione è stata trainata in larga misura dal riassortimento e da un’attività più sostenuta nei beni intermedi e nei beni di consumo. Tuttavia, i nuovi ordini hanno continuato a diminuire, e la domanda estera si è indebolita di nuovo dopo il miglioramento di dicembre, in particolare dalla Germania. I beni di investimento hanno continuato a pesare sulla performance complessiva.
L’attività di acquisto e le scorte di input sono aumentate per la prima volta in quasi quattro anni, mentre l’occupazione è cresciuta marginalmente per il secondo mese. Allo stesso tempo, i produttori hanno continuato a scontare i prezzi di vendita nonostante l’aumento dei costi degli input, indicando un potere di determinazione dei prezzi limitato.
Il rimbalzo francese è attualmente trainato dal lato dell’offerta ed è vulnerabile senza una ripresa duratura della domanda.
Spagna: la flessione trainata dalla domanda si approfondisce nonostante una produzione stabile
Il settore manifatturiero spagnolo è entrato ancora più in contrazione a gennaio. Il PMI manifatturiero è sceso a 49,2, segnando il secondo mese sotto la soglia di crescita.
I nuovi ordini sono diminuiti al ritmo più rapido degli ultimi nove mesi, a causa dell’esitazione dei clienti e di un forte calo della domanda estera. Gli ordini esteri si sono contratti per il quinto mese consecutivo, pesando in modo significativo sui flussi di trasporto industriale. La produzione si è stabilizzata leggermente dopo il calo di dicembre, ma ciò non è stato sufficiente a compensare l’indebolimento della domanda.
I produttori hanno reagito tagliando l’occupazione, riducendo l’attività di acquisto e smaltendo sia le scorte di input sia quelle di prodotti finiti. L’inflazione dei costi degli input è accelerata fino a un massimo di un anno, mentre i prezzi di produzione sono stati nuovamente ridotti, riflettendo una concorrenza intensa.
Il rallentamento manifatturiero della Spagna contrasta con la resilienza mostrata in precedenza e indica una domanda di trasporto industriale più debole all’inizio del 2026.
Italia: contrazione in attenuazione, aumento dei costi e fiducia in miglioramento
Il settore manifatturiero italiano è rimasto in contrazione a gennaio, ma la flessione si è attenuata. Il PMI manifatturiero è salito leggermente a 48,1, riflettendo cali più contenuti della produzione e dei nuovi ordini.
La domanda è rimasta fragile, con gli ordini esteri in calo di nuovo, seppur solo moderatamente. La produzione è diminuita per il secondo mese, mentre le aziende hanno continuato a ridurre l’attività di acquisto e le scorte. Le pressioni lungo la catena di fornitura si sono allentate, con tempi di consegna in diminuzione per la prima volta da metà 2025.
Uno sviluppo chiave è stato il forte aumento delle pressioni sui costi. I prezzi degli input sono cresciuti al ritmo più rapido da oltre tre anni, spingendo i produttori ad aumentare i prezzi di vendita per la seconda volta in tre mesi. L’occupazione è aumentata leggermente per la prima volta in quattro mesi, sostenuta da aspettative migliori.
Polonia: la contrazione rallenta mentre le aziende si preparano alla ripresa
Il settore manifatturiero polacco è rimasto in contrazione a gennaio, ma le condizioni hanno mostrato ulteriori segnali di stabilizzazione. Il PMI manifatturiero è salito a 48,8, il sesto incremento in sette mesi.
Produzione e nuovi ordini hanno continuato a diminuire, ma a un ritmo più lento. La domanda estera è rimasta debole, con le aziende che hanno nuovamente citato condizioni contenute in Germania. Allo stesso tempo, gli arretrati sono aumentati solo per la terza volta in quasi quattro anni e l’attività di acquisto è cresciuta mentre i produttori ricostituivano le scorte di input.
L’occupazione è diminuita a un ritmo più sostenuto, indicando una cautela persistente sui costi del lavoro. Le pressioni sui costi sono rimaste relativamente contenute, con solo lievi aumenti dei prezzi di input e output.
È importante notare che la fiducia delle imprese si è rafforzata al livello più alto da metà 2021, suggerendo che i produttori polacchi si stanno posizionando per una ripresa una volta che la domanda esterna migliorerà.
Paesi Bassi: lo slancio si affievolisce con l’indebolimento della domanda interna
Il settore manifatturiero olandese è rimasto vicino alla stagnazione a gennaio. Il PMI manifatturiero è sceso a 50,1, la lettura più debole in una sequenza di crescita durata otto mesi.
I nuovi ordini sono diminuiti per la prima volta in otto mesi, trainati principalmente da una domanda interna più debole, mentre gli ordini esteri sono aumentati leggermente. Produzione e occupazione sono cresciute marginalmente mentre le aziende hanno evaso gli ordini esistenti.
Gli arretrati sono diminuiti bruscamente, le scorte sono state ridotte in modo aggressivo e l’attività di acquisto è calata, indicando aspettative prudenti nel breve periodo. L’inflazione dei prezzi di input e output è aumentata, mentre la fiducia delle imprese si è indebolita al livello più basso dalla fine del 2024.
I Paesi Bassi restano in equilibrio sul confine tra crescita e contrazione, con la fragilità della domanda che limita lo slancio delle catene.









