Sono in arrivo cambiamenti normativi che avranno un impatto diretto sulle attività quotidiane delle aziende attive nel commercio e nel trasporto internazionale. I nuovi obblighi riguarderanno, tra l’altro, i controlli alle importazioni, le dichiarazioni doganali in esportazione e i meccanismi di adeguamento delle emissioni di CO₂. Si tratta di un vero punto di svolta: senza un’adeguata preparazione tecnologica e organizzativa, molte imprese rischiano di perdere efficienza e competitività.
Cinque cambiamenti chiave nel 2026
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ELO – busta logistica obbligatoria per i transiti attraverso la Francia
Da gennaio 2026 entrerà pienamente in vigore il sistema ELO (Enveloppe Logistique Obligatoire). Per tutte le spedizioni tra l’UE e il Regno Unito che transitano attraverso la Francia, sarà obbligatorio creare una “busta logistica” elettronica per ogni veicolo.
La busta ELO dovrà includere:
- dichiarazioni di sicurezza ENS
- dichiarazioni di esportazione, importazione e transito
- informazioni sulle merci trasportate
- dati del veicolo e del conducente
Ogni vettore dovrà disporre di un account nel sistema doganale francese e predisporre la busta prima di raggiungere la frontiera. In assenza di una busta correttamente compilata, l’accesso ai porti o al terminal dell’Eurotunnel potrà essere negato. Un rischio operativo rilevante riguarda la mancata chiusura delle procedure di esportazione qualora il conducente non scansioni tutti i numeri MRN relativi alle merci trasportate: in tal caso, l’esportatore potrebbe non essere in grado di applicare l’aliquota IVA zero.
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CBAM – il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera
Dal 1° gennaio 2026 terminerà la fase transitoria del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e inizierà l’applicazione completa con obblighi finanziari effettivi. Il CBAM è concepito per garantire condizioni di concorrenza eque tra i produttori europei e gli importatori provenienti da Paesi con standard climatici meno stringenti.
I settori inizialmente interessati includono: cemento, elettricità, fertilizzanti, ferro e acciaio, alluminio e idrogeno.
I nuovi obblighi per gli importatori comprendono:
- ottenimento dello status di “dichiarante CBAM autorizzato”
- rendicontazione annuale dei volumi importati e delle emissioni associate
- acquisto di certificati CBAM corrispondenti alle emissioni di CO₂ incorporate
- prima liquidazione nel 2027, relativa all’anno 2026
Per la prima volta, le emissioni generate al di fuori dell’UE diventeranno un fattore di costo diretto per le merci importate. La Commissione Europea ha inoltre annunciato l’intenzione di estendere il meccanismo, nel periodo 2026–2028, anche a prodotti trasformati come componenti automobilistici, elettrodomestici e altri beni finiti.
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ICS2 – nuovo sistema di controllo delle importazioni per strada e ferrovia
Dal 1° giugno 2026, l’Import Control System 2 (ICS2) diventerà pienamente operativo anche per il trasporto su strada e ferroviario in tutta l’UE. I vettori saranno tenuti a presentare dichiarazioni di sicurezza ENS complete nel nuovo sistema, sostituendo definitivamente le procedure precedenti.
I requisiti principali prevedono:
- presentazione della dichiarazione ENS almeno un’ora prima dell’ingresso per il trasporto stradale e due ore prima per quello ferroviario
- indicazione del numero EORI e dei codici merci a sei cifre
- rifiuto automatico delle dichiarazioni incomplete o errate
- possibilità di blocco delle merci in frontiera in assenza di dichiarazione valida
La responsabilità per l’accuratezza dei dati ricade interamente sul vettore. Una preparazione insufficiente può tradursi in ritardi significativi e costi aggiuntivi, soprattutto per le imprese che operano su più corridoi logistici con differenti livelli di implementazione del sistema.
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AES/ECS2 PLUS – nuovo quadro doganale per le esportazioni
Nel 2026 il sistema AES/ECS2 PLUS sarà pienamente operativo, segnando la fine delle precedenti procedure semplificate di esportazione. Le dichiarazioni doganali potranno essere presentate esclusivamente in forma elettronica presso luoghi autorizzati o uffici doganali competenti.
Le principali novità includono:
- abolizione delle procedure semplificate locali basate su registrazioni interne
- valutazione sistematica delle dichiarazioni da parte delle autorità doganali e fiscali
- possibilità di trasbordo sotto regime di esportazione solo in sedi autorizzate
- identificazione degli operatori esclusivamente tramite numero EORI
Questo cambiamento comporta la fine dei rilasci automatici e richiede alle imprese di prevedere tempi di sdoganamento più lunghi e una documentazione più strutturata.
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Nuovo Codice Doganale dell’Unione (nUKC) – riforma in progress
L’attuazione completa del nuovo Codice Doganale dell’Unione è prevista tra il 2028 e il 2038, ma il 2026 sarà un anno chiave per la conclusione dei negoziati e la definizione delle regole attuative. La riforma punta a un sistema doganale profondamente centralizzato e completamente digitale.
Il calendario indicativo prevede:
- 1° gennaio 2028: avvio dell’Autorità Doganale dell’UE
- 1° marzo 2028: nuove regole per l’e-commerce e abolizione dell’esenzione dai dazi per le spedizioni fino a 150 euro
- dal 2028: utilizzo obbligatorio del Centro Dati Doganale UE per le piattaforme di e-commerce
- dal 2032: adesione volontaria per altre imprese (programma “Trust & Check”)
- 2038: obbligo generalizzato del Centro Dati Doganale UE per tutti gli importatori
Il nuovo sistema introdurrà un portale centrale che richiederà investimenti anticipati in infrastrutture IT e integrazione dei dati.
Le sfide per le imprese di trasporto e logistica
Le riforme del 2026 pongono le aziende di fronte a sfide complesse su più livelli.
Sul piano tecnologico:
- aggiornamento o sostituzione dei sistemi informatici
- integrazione con le nuove piattaforme (ICS2, AES PLUS, NCTS, ELO)
- implementazione di flussi strutturati di scambio elettronico dei dati
Sul piano organizzativo:
- formazione del personale sulle nuove procedure
- definizione chiara delle responsabilità interne
- revisione dei processi di sdoganamento e controllo
Sul piano finanziario:
- investimenti in IT e compliance
- aumento dei costi legati al CBAM
- rischio di sanzioni e ritardi in caso di non conformità
Come prepararsi
Le imprese sono chiamate ad agire con urgenza:
- verificare e aggiornare i dati EORI
- registrarsi nei nuovi sistemi (ICS2, ELO, CBAM)
- avviare programmi di formazione mirata
- analizzare le catene di fornitura alla luce dei requisiti CBAM
- testare i sistemi prima dell’entrata in vigore obbligatoria
- collaborare con fornitori di soluzioni IT specializzate
- rivedere la documentazione e le procedure interne
Le aziende che iniziano ora il percorso di adeguamento si troveranno in una posizione competitiva più solida. Un adattamento tempestivo non solo ridurrà i rischi operativi, ma consentirà di affrontare la nuova fase normativa con maggiore efficienza e sicurezza.







